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Il logo del gruppo bancario zurighese

Keystone/STEFFEN SCHMIDT

(sda-ats)

Utile più che dimezzato, a 22,3 milioni di franchi contro i 48 milioni di un anno fa, per EFG International nel primo semestre 2016 rispetto ai primi sei mesi del 2015. A pesare sul risultato è stato soprattutto l'acquisto della banca ticinese BSI.

A livello operativo, i ricavi sono calati del 3% a 341,7 milioni di franchi, indica il gruppo bancario zurighese in una nota diramata oggi. Gli oneri sono nel contempo aumentati dell'1% a 298,6 milioni.

A fine giugno, gli attivi in gestione erano rimasti stabili rispetto a un anno prima, a 80,6 miliardi di franchi, contro gli 80,2 di giugno 2015. L'afflusso netto di denaro fresco è diminuito di 0,1 miliardi.

I risultati del primo semestre "sono contrassegnati da condizioni di mercato difficili e da forti venti contrari che soffiano sul settore dei servizi finanziari", scrive la direzione di EFG International nel comunicato.

Il programma di riduzione dei costi annunciato lo scorso novembre è stato messo in atto prima del previsto. I risparmi supereranno ampiamente l'obiettivo di 30 milioni di franchi, con la soppressione di 170 impieghi nel primo trimestre.

I preparativi per l'integrazione delle attività di BSI, implicata nello scandalo di riciclaggio di denaro legato al fondo sovrano malaysiano 1MDB, progrediscono a loro volta in modo più rapido del previsto. Gli oneri e gli accantonamenti connessi al rilevamento della banca ticinese, una transazione da 1,33 miliardi di franchi che sarà condotta in porto al più tardi entro la fine di novembre, ammontano a 6,1 milioni di franchi.

Dopo la fusione le due entità formeranno la quinta banca privata elvetica e gestiranno 170 miliardi di franchi di attivi. "Ho la certezza che la via che stiamo seguendo è quella buona e che il potenziale della nostra crescita futura sia effettivo", afferma il presidente della direzione Joachim H. Straehle citato nella nota.

sda-ats

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