Tutte le notizie in breve

L'Associazione di interessi radio e televisione (IRF) vuole che sia eliminata parzialmente la funzione che consente di saltare la pubblicità quando si guarda una trasmissione in differita.

Il fast-forwarding minaccia la loro sopravvivenza facendo perdere introiti, sottolinea un comunicato odierno del consorzio di emittenti TV finanziate dalla pubblicità.

L'IRF riunisce tutte le grandi emittenti private tedesche come RTL, Pro7 e Sat1, la SRG/SSR nonché 3 Plus Group, AZ Medien TV e le TV private locali e regionali svizzere.

In Svizzera, Swisscom, UPC, Sunrise e piattaforme TV online come Zattoo, Wilmaa e Teleboy offrono la possibilità ai loro utenti di rivedere per sette giorni tutti i programmi già trasmessi, senza bisogno di registrarli. Gli spettatori possono così scegliere fra migliaia di trasmissioni e hanno anche la possibilità di saltare la pubblicità.

Con la televisione in differita, chiamata anche catch-up TV, gli spettatori della Svizzera tedesca e romanda vedono il 59% in meno di pubblicità che con la TV in diretta. La funzione che permette di eliminarla distrugge dunque il fatturato pubblicitario e fa perdere proventi alle emittenti. Nel 2014 il calo del gettito pubblicitario ammontava a 45 milioni di franchi e nel 2015 ad addirittura 67 milioni. Per il 2017 l'IRF prevede una perdita di 123 milioni di franchi.

La Svizzera - ricorda l'IRF - è l'unico paese in cui gli operatori via cavo e le piattaforme TV possono acquistare i diritti d'autore da una società di gestione, a un prezzo regolamentato per questi servizi di archivio, con l'intero programma di tutte le emittenti TV.

A differenza dell'estero, le emittenti TV non negoziano direttamente con gli operatori TV i loro diritti di trasmissione in differita. Sono al contrario le società di gestione che negoziano le condizioni. Le tariffe devono essere approvate dalla Commissione arbitrale federale (CAF).

La tariffa in vigore fino alla fine del 2016 prevede che i fornitori di servizi TV paghino 1,50 franchi al mese per cliente, se permettono ai loro abbonati di vedere per sette giorni i programmi televisivi già trasmessi e di saltare la pubblicità. Per l'anno prossimo è previsto un incremento di 10 centesimi.

I pagamenti per i diritti della catch-up TV vanno alle società di gestione e nel 2015 ammontavano a 18,9 milioni di franchi. Di questo importo le emittenti hanno ricevuto 5,4 milioni di franchi dalle società di gestione. Una somma che "non compensa minimamente la perdita di proventi pari a 67 milioni", scrive oggi la IRF.

Quest'ultima vuole quindi "un'eliminazione parziale della funzione di fast-forwarding, la diffusione di una propria offerta interattiva agli spettatori, una limitazione delle funzioni di ricerca nonché un compenso conforme alla realtà di mercato".

sda-ats

 Tutte le notizie in breve