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Una possibilità poco sfruttata

Keystone/PATRICK STRAUB

(sda-ats)

La consegna volontaria e temporanea dell'arma presso gli arsenali non riscontra molto interesse fra i militari.

Solo 789 fra fucili e pistole risultavano depositati alla fine dello scorso giugno e, dall'introduzione di questa possibilità nel 2010, non si sono mai superate le 1000 unità.

I dati del Dipartimento federale della difesa (DDPS) sono stati pubblicati oggi dal "St. Galler Tagblatt" e dalla "Neue Luzerner Zeitung". Un portavoce ha confermato le informazioni all'ats.

Dal 2010, fra un servizio e l'altro, i militi possono depositare volontariamente l'arma presso un centro logistico. Nelle intenzioni del Consiglio federale la misura è volta a migliorare la sicurezza, evitando che l'arma di servizio rimanga a casa dei soldati.

L'offerta però è poco utilizzata: solo lo 0,5% delle 170'000 armi dell'esercito sono depositate in arsenale. Secondo il DDPS, inizialmente l'interesse sembrava crescente, ma negli ultimi due anni si è assistito ad una contrazione. In fase di elaborazione del progetto, nel 2008, un gruppo di lavoro stimava la possibilità di 25'000 armi consegnate.

La sinistra ha in più circostanze cercato di proibire ai militari di tenere l'arma a casa, ma si è scontrata con la resistenza dei cittadini. La consigliera nazionale zurighese Chantal Galladé (PS) aveva depositato nel 2007 un'iniziativa parlamentare in questo senso, senza successo. I Verdi avevano poi visto bocciare una loro mozione nel 2011 e nello stesso anno il popolo ha respinto l'iniziativa "Per la protezione dalla violenza preparata con le armi".

Anche il Consiglio federale si era opposto ad un obbligo, giudicandolo sproporzionato.

sda-ats

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