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Alain Berset alla conferenza stampa a Berna

Keystone/ANTHONY ANEX

(sda-ats)

I costi della salute crescono in maniera esponenziale in Svizzera, a causa dell'aumento demografico ma anche dell'evoluzione tecnologica.

Per frenare l'incremento il Consiglio federale intende varare nuovi provvedimenti che affiancheranno le misure già adottate e che hanno finora consentito di risparmiare diverse centinaia di milioni di franchi all'anno.

Se la crescita dovuta all'evoluzione demografica, all'invecchiamento della popolazione e ai progressi tecnici della medicina è comprensibile e giustificata, ogni anno vi è una quota dell'incremento che è difficilmente spiegabile e che dovrà essere analizzata e se possibile evitata. "Sono costi che non possiamo e non vogliamo dover assumere", ha detto il consigliere federale Alain Berset alla stampa stamane a Berna, a qualche settimana dall'annuncio dei premi delle casse malattia 2017.

Il socialista ha sottolineato che anche in futuro sarà inevitabile assistere a un continuo aumento dei costi della salute. È stato uno scenario costante negli ultimi 20 anni, dall'introduzione della cassa malattia obbligatoria, ma che non manca di destare preoccupazione "perché i premi pesano sui budget delle economie domestiche", ha ammesso, precisando che l'incremento annuo dei costi è valutato al 4%. E per il 2016 si delinea la stessa tendenza: l'aumento sarà di circa un miliardo di franchi.

Per evitare che la preoccupazione si trasformi in un problema ingestibile bisogna intervenire, esaminando la situazione, individuando i settori all'origine dell'incremento non giustificabile dei costi e adottando misure adeguate.

Sarà compito di tutti gli attori in gioco - Confederazione, cantoni, assicuratori, medici e pazienti - lavorare di concerto per ridurre o stralciare tutto quanto inutile o controproducente.

Il Consiglio federale, ad esempio, nell'ambito della strategia "Sanità2020" ha attuato una serie di misure che hanno generato risparmi non indifferenti. In particolare si è occupato del prezzo dei medicamenti e grazie agli sforzi si è giunti a economie per circa 600 milioni di franchi. A questo proposito il Dipartimento federale dell'interno intende arginare ulteriormente i costi introducendo un sistema di prezzi di riferimento e adeguando i margini sulle vendite.

A livello di cantoni è auspicabile una maggiore coordinazione, ha affermato Berset, citando quali esempi Ginevra, Vaud e Ticino, che grazie a una collaborazione denominata "globalbudget" (preventivi globali) vantano una crescita dei costi dimezzata rispetto agli altri cantoni. "Gli altri cantoni devono solo organizzarsi, è fattibile", ha detto.

Gli assicuratori sono dal canto loro invitati a trovare un accordo tariffale con i fornitori di prestazioni e a controllare con precisione le fatture di medici e ospedali. "Errori o sviste costosi possono sempre verificarsi ed è denaro perso", ha sottolineato il consigliere federale. Medici ed ospedali infine possono contribuire lavorando alla definizione del nuovo tariffario medico TARMED, effettuando trattamenti appropriati e aumentando la qualità delle cure.

In generale, ha aggiunto Berset, bisognerà esaminare l'efficacia dei trattamenti e degli interventi medici: se non sarà provata la loro efficacia tali prestazioni non saranno più rimborsate dall'assicurazione di base, ha detto il ministro.

Le autorità procederanno anche a paragoni con altri paesi europei, esaminando in particolare la gestione strategica dell'incremento dei costi adottata dalla Germania e dai Paesi Bassi, due stati che dispongono di sistemi sanitari analoghi a quello elvetico. Ciò dovrà permettere di garantire alla popolazione l'accesso a una medicina di alta qualità che risulti però anche finanziariamente sostenibile.

sda-ats

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