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È stata accompagnata ieri a Chiasso e arriverà oggi a Zurigo la secondina svizzera che lo scorso mese di febbraio ha aiutato ad evadere un detenuto della prigione di Dietikon (ZH). La procura di Limmattal/Albis ha confermato una notizia del "Corriere del Ticino".

Il quotidiano pubblica oggi anche immagini della 32enne ammanettata che viene fatta salire su un furgone da due agenti di polizia ticinesi.

La donna arriverà nel corso della giornata a Zurigo e sarà sottoposta ad interrogatorio, ha detto all'ats la procuratrice titolare dell'inchiesta. Rischia fino a tre anni di prigione per aiuto all'evasione di detenuti e abuso d'autorità.

Il siriano di 27 anni arrestato assieme alla secondina nelle prime ore del 25 marzo a Romano di Lombardia (Bergamo) si trova invece ancora in Italia. Per lui la procedura di estradizione è ancora in corso.

In un video-messaggio pubblicato qualche giorno prima dell'arresto di 20minuten.ch, la donna aveva affermato che la sua è stata una fuga d'amore con "l'uomo della mia vita". Secondo quanto avevano affermato i carabinieri, al momento dell'arresto i due erano in procinto di partire per il Medio Oriente.

Sui due amanti pendeva un ordine di cattura internazionale, dopo l'evasione nella notte tra l'8 e il 9 febbraio dalla prigione di Dietikon (ZH), dove il siriano scontava una pena a quattro anni di carcere per stupro. La guardia carceraria, invaghitasi del detenuto, verso mezzanotte aprì la cella e i due si resero irreperibili.

Il 27enne siriano era giunto in Svizzera nel 2010 come richiedente asilo ed è stato condannato a più riprese per reati a sfondo sessuale. Il più grave risale al 23 novembre 2014, quando abusò di una 15enne al di fuori di un locale a Schlieren (ZH). Venne arrestato solo 4 mesi dopo e condannato a 4 anni di carcere per violenza carnale, nonostante lui avesse dichiarato che il rapporto fu consenziente.

sda-ats

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