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Soldati svizzeri.

/KEYSTONE/CHRISTIAN BRUN

(sda-ats)

Anche l'esercito svizzero di milizia deve confrontarsi con militari che presentano palesi indizi di estremismo: al momento sono in crescita i casi di soldati con tendenze di matrice jihadista.

Lo rileva il Rapporto 2015 del Servizio specializzato per l'estremismo in seno all'esercito (SSEEs) pubblicato oggi.

Sono stati segnalati lo scorso anno 34 casi (41 dossier nel 2014), il che corrisponde approssimativamente al numero di pratiche trattate negli anni precedenti, si legge nel Rapporto. Per ogni dieci segnalazioni sei riguardavano l'estremismo di destra, tre quello di matrice jihadista e una l'estremismo di sinistra.

In quanto specchio della società, anche l'esercito svizzero di milizia "deve inevitabilmente confrontarsi con militari che presentano palesi indizi di estremismo". Anche nel 2015 tuttavia il numero di militari annunciati è rimasto estremamente limitato e non ne è risultata alcuna minaccia per la sicurezza.

La tipologia e la gravità delle segnalazioni non evidenzia particolari divergenze: nella maggior parte si tratta perlopiù di casi isolati e non si sono registrati avvenimenti di grave entità, di evidente discriminazione o che facessero presupporre azioni organizzate. In linea con la strategia della tolleranza zero, l'esercito porta avanti le misure preventive nell'ambito della legge, scrive il Rapporto del SSEEs.

Il fatto che gli indizi di estremismo di matrice jihadista nel corso degli anni vengano via via sempre più segnalati "rispecchia l'accresciuta percettibilità del fenomeno e quindi la sempre maggiore attenzione della popolazione e delle autorità".

sda-ats

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