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Un'immagine degli agenti impiegati per fermare gli scontri a Marsiglia ieri (foto d'archivio).

Keystone/EPA/OLIVER WEIKEN

(sda-ats)

Ancora una volta, governo e 007 francesi presi in contropiede. Dopo le falle aperte nel sistema di sicurezza del Paese dalle azioni di terroristi non segnalati, sono stavolta gli hooligan - peraltro prevedibili - ad aver sorpreso un sistema evidentemente inadeguato.

La guerriglia durata giorni a Marsiglia sta diventando un caso nazionale in queste ore.

A testimoniare l'imbarazzo e le incertezze del governo, la decisione annunciata dal ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve soltanto questa sera - a incidenti conclusi - del divieto di vendere alcolici nelle zone a rischio, attorno agli stadi e nelle Fan zone.

Il bilancio degli scontri a Marsiglia, a Nizza e oggi a Lille - fra tedeschi e ucraini prima della partita - apre interrogativi evidenti sul dispositivo messo in campo dalla Francia. Una fonte della sicurezza ha spiegato all'ANSA che l'unico punto sul quale i capi del sistema di sicurezza stanno facendo autocritica è l'aver sottovalutato il ruolo di eventuali ultrà francesi. A Marsiglia sembra che tutto si sia "acceso" per una prima rissa fra ultrà del PSG accorsi a dar man forte ai russi e marsigliesi. E - aggiunge la fonte - il tutto è accaduto nella grande città di gran lunga più "difficile" in Francia, con una malavita spesso incontrollabile e continui regolamenti di conti nelle strade. Anche a Nizza, gli incidenti sono avvenuti fra irlandesi e francesi.

Per il resto, il prefetto Laurent Nunez ha addirittura reso omaggio al comportamento "impeccabile" della polizia, che ha evitato "incidenti più gravi". "Trarremo insegnamenti da quanto accaduto - ha aggiunto Nunez - ma non voglio che si possa dire che il dispositivo schierato sul terreno non era adatto".

Quello che ha fatto però infuriare migliaia di francesi - su Twitter una vera rivolta - è stata l'intervista a L'Equipe di Antoine Boutonnet, il capo della finora poco conosciuta Direzione nazionale di lotta contro l'hooliganismo. Ha puntato il dito contro l'alcol, che peraltro il suo governo non aveva vietato, ed ha aggiunto che "gli interventi rapidi ed efficaci delle forze dell'ordine hanno permesso di circoscrivere gli scontri nel tempo e nello spazio".

A Marsiglia erano stati previsti, per la prima delle 5 partite considerate a rischio dagli organizzatori di Euro 2016, 1'200 fra poliziotti e gendarmi, pochi secondo le critiche. Gli agenti sono assistiti da squadre di "spotters" di ognuna delle 24 nazionalità in gara, specialisti nella politica di gestione degli stadi e in controllo degli ultrà.

Adesso forze dell'ordine e consulenti dovranno cambiare marcia, i rischi incombono: a Marsiglia, mercoledì, gioca la sua seconda partita la Francia, contro l'Albania. Nella stessa giornata, tornano in scena i russi, a Lille contro la Slovacchia. Ma gli occhi sono puntati su Lens, giovedì, per un derby bollente fra Inghilterra e Galles.

sda-ats

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