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Aumentano i fallimenti aziendali in Svizzera: nel primo trimestre hanno depositato i bilanci 1635 imprese, il 10% in più dello stesso periodo dell'anno scorso.

In progressione sono sia le chiusure per insolvenza (+2% a 1151), sia quelle per lacune nell'organizzazione in base all'articolo 731b del Codice delle obbligazioni (+36% a 484).

I dati pubblicati oggi dalla società internazionale di informazioni economiche Bisnode mostrano però forti differenze regionali. L'aumento delle insolvenze interessa in particolare la Romandia (+16%) e Zurigo (+14%).

In controtendenza è invece il Ticino con 81 aziende chiuse per incapacità di far quadrare i conti, ciò che corrisponde a un calo del 7%; in netto aumento sono per contro le chiusure legali in base al 731b CO (+36% a 95), ciò che porta il totale complessivo dei fallimenti a 176 (+12%). I Grigioni presentano da parte loro un totale di 43 bancarotte (+95%), di cui 14 per insolvenza (+17%) e 29 per motivi legali (+190%).

A livello settoriale particolarmente a rischio sono i rami della costruzione, della ristorazione e dell'artigianato. I settori che resistono meglio sono invece gli studi di architettura, il comparto editoriale e le società immobiliari.

Se molte imprese chiudono, un numero ancora maggiore apre i battenti: nei primi tre mesi le nuove iscrizioni al registro di commercio sono state 10'365, con un incremento annuo dell'1%. Il Ticino presenta una contrazione del 21% a 614, mentre i Grigioni mostrano una crescita del 21% a 234.

sda-ats

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