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Il settore dei media e dell'intrattenimento svizzero continua a crescere: lo scorso anno il fatturato complessivo è aumentato del 5,6% a 14,2 miliardi di franchi. Entro il 2020 dovrebbe perfino salire a 16 miliardi.

È quanto emerge dallo studio "Swiss Entertainment and Media Outlook 2016-2020" pubblicato oggi dalla società di consulenza PwC. In base a quest'ultimo i contenuti sul web vengono sempre più riprodotti in streaming: "grandi piattaforme quali YouTube, Netflix, Spotify, Facebook e Snapchat si ritrovano nella lucrativa posizione di poter fissare regole di mercato come prezzi e standard tecnici", afferma Bogdan Sutter, responsabile della consulenza nei settori telecomunicazioni, media e tecnologia presso PwC Svizzera. "Al contempo anche la loro offerta di pubblicità personalizzata, che si basa su enormi set di dati, sistemi di analisi e algoritmi, è più richiesta che mai."

Sempre stando allo studio i segmenti dell'accesso a internet e della pubblicità online generano ormai il 40% delle entrate totali del ramo. Sei anni fa la quota era del 25% e nel 2020 dovrebbe essere di quasi la metà.

"Nuovi formati pubblicitari digitali permettono una migliore misurabilità, un raggiungimento più preciso dell'utenza presa di mira e contenuti pubblicitari personalizzati", ricorda Patrick Balkanyi, partner e responsabile del dipartimento Tecnologia, telecomunicazioni, infocomm e media presso PwC Svizzera. "Formati non digitali e soprattutto riviste e giornali tradizionali finiscono fortemente sotto pressione, e ciò molto più rapidamente di quanto atteso."

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SDA-ATS