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Nuove grane per il presidente della Fifa Gianni Infantino.

KEYSTONE/AP POOL AFP/ALEXANDER NEMENOV

(sda-ats)

Primi scossoni nella Fifa post Blatter. Domenico Scala, responsabile della Commissione di controllo e conformità, si è dimesso "con effetto immediato" in segno di protesta contro le riforme volute da Gianni Infantino, eletto presidente lo scorso febbraio.

Tra queste, la perdita di autonomia di alcune commissioni, decisa in seguito agli scandali che hanno travolto l'organizzazione nel 2015. Le dimissioni sono state accettate. La decisione di Scala segue le voci di tensioni tra i due dirigenti italo-svizzeri a proposito dello stipendio di Infantino. Scala - che dal 2012 ha monitorato un miliardo di dollari di spesa annuale - ha definito la sua scelta "un campanello d'allarme" per quanti lavorano alle riforme della Fifa.

Le tensioni sono esplose nel corso del Congresso che la Fifa sta tenendo a Città del Messico. Le federazioni hanno attribuito al Consiglio guidato da Infantino il potere di nominare e licenziare i capi delle commissioni etiche.

"Sono costernato per questa decisione - ha commentato Scala in una dichiarazione - perché mina un pilastro centrale del buon governo della Fifa, e distrugge un risultato sostanziale delle riforme". Altro motivo di attrito, la decisione di Infantino di nominare alla sua segreteria generale la senegalese Fatma Diouf Samoura, evitando tutti i processi di selezione.

La federazione, in una nota, si è detta "rammaricata del fatto che il signor Scala ha male interpretato lo scopo della decisione presa dal Congresso, presa per consentire al Consiglio di nominare membri a titolo provvisorio per i posti vacanti dei nuovi comitati in modo che possano iniziare a svolgere i loro ruoli come parte del processo di riforma in corso fino al prossimo Congresso della Fifa nel 2017. Inoltre, il provvedimento consente la rapida rimozione dei membri che hanno violato i loro obblighi".

sda-ats

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