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Suscita molte polemiche in Francia la notizia che un uomo indagato per terrorismo, il belga-tunisino Farouk Ben Abbes, si è visto riconoscere un forte indennizzo per una detenzione provvisoria non giustificata tra il 2010 e il 2011.

Inoltre, per un errore dei servizi finanziari dello Stato, l'uomo si è visto accreditare una somma ancora maggiore, quasi 15 mila euro di troppo.

Il clamoroso errore, spiega il quotidiano le Parisien che ha rivelato la vicenda, nasce dalla differenza tra il verdetto d'appello sulla vicenda e quello della corte di Cassazione.

Il 3 marzo 2014, la Corte d'appello di Parigi riconosce che il mantenimento in prigione in attesa di processo di Ben Abbes, indicato da fonti di intelligence egiziana come coinvolto nella cospirazione per organizzare un attacco contro la sala concerti Bataclan, era stata illegittima, dato che non si sono mai trovate prove a suo carico. I giudici gli riconoscono un risarcimento di 6.000 euro per danni morali, più il rimborso delle spese legali, per un totale che sfiora i 20.000 euro.

Il ministero di Giustizia fa subito ricorso in Cassazione e ottiene una parziale revisione della sentenza, che comporta in particolare una netta riduzione del risarcimento, il cui totale diventa di poco superiore a 6.000 euro. Per motivi che restano da comprendere, però, al momento di pagare arriva l'errore: la somma versata è quella della sentenza di secondo grado, non quella definitiva e molto minore.

Contattata dal quotidiano, la Cancelleria del ministero spiega di stare "svolgendo verifiche sulle ragioni di questo errore e studiando metodi per il recupero" della somma versata in eccesso. Secondo fonti giudiziarie, Ben Abbes, che al momento si trova agli arresti domiciliari a Tolosa in attesa di processo per apologia di terrorismo, non ha mai segnalato l'errore, ma dovrebbe essere chiamato a restituire il denaro percepito in eccesso.

sda-ats

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