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Il primo ministro francese Manuel Valls

KEYSTONE/EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON

(sda-ats)

Via libera dell'Assemblea Nazionale di Parigi alla riforma del Lavoro di Manuel Valls.

Ieri, il premier francese aveva deciso di ricorrere per una seconda volta alla procedura "49.3", il contestato articolo della costituzione che permette di adottare una legge senza passare per il voto del Parlamento, salvo una mozione di censura entro le 24 ore successive.

Questo termine ormai è scaduto e i deputati "frondisti" della gauche non sono riusciti a raccogliere le 58 firme necessarie per bloccare l'adozione della Loi Travail.

Secondo Christian Paul, uno dei principali esponenti dei "frondeurs" socialisti, la mozione presentata ieri dalla gauche ha raccolto 56 voti, appena due in meno rispetto alla soglia richiesta. Tra i firmatari, anche ex ministri dell'attuale governo come Aurélie Filippetti, Benoît Hamon, Thomas Thévenoud e Cécile Duflot. La direzione socialista e il portavoce del governo Stéphane Le Foll, avevano lanciato un chiaro avvertimento: 'In caso di ok alla mozione i firmatari verranno esclusi dal partito".

Il "Jobs act" francese viene dunque adottato in seconda lettura senza il voto dell'Assemblea Nazionale. Il testo passa ora al Senato che lo esaminerà il 13 e il 18 luglio. La definitiva approvazione è attesa per il 20 luglio. Ieri, i sindacati sono tornati in piazza per una dodicesima volta in quattro mesi per chiedere il ritiro della legge, anche se il numero dei manifestanti è nettamente calato. Già lo scorso maggio, la gauche "frondista" mancò di appena due voti la mozione di censura contro il governo socialista.

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SDA-ATS