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La Francia resta blindata fino alla fine del Tour de France e dei campionati di calcio di Euro 2016.

Intervistato questa mattina su radio France Info, il premier socialista, Manuel Valls, ha annunciato che il governo chiederà al parlamento di prorogare di altri due mesi, fino al 26 luglio, lo stato d'emergenza decretato dopo gli attentati di venerdì 13 novembre che hanno causato la morte di 130 persone tra i locali di Parigi e lo Stade de France.

In teoria, dopo una prima proroga a febbraio, le misure speciali sarebbero dovute terminare il 26 maggio ma Parigi vuole adesso estenderle di altre otto settimane per garantire la massima sicurezza di due competizioni particolarmente sensibili, l'Euro di calcio (in programma dal 10 giugno al 10 luglio in 10 città francesi) e il Tour de France (2-24 luglio).

Una comunicazione in merito è stata presentata oggi in consiglio dei ministri dal ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve, lo stesso che ieri ha decretato un nuovo e imponente dispositivo anti-terrorismo che consentirà alle forze speciali di accedere in massimo 20 minuti sul luogo di un eventuale assalto.

Nella patria della Laicité si torna anche a polemizzare sull'annosa questione del velo islamico. Esponenti di maggioranza ed opposizione si sono scagliati contro lo 'Hijab Day', un'iniziativa indetta per oggi da alcuni studenti di Sciences Po, la prestigiosa scuola di studi politici di Parigi da cui esce gran parte della classe dirigente francese. Obiettivo? "Smitizzare" l'uso di quello che a detta degli organizzatori è "solo un pezzo di tessuto" a cui viene attribuita ben troppa importanza.

Appena pochi giorni fa, il premier Manuel Valls, aveva infiammato gli spiriti dicendosi per una legge sul divieto del copricapo islamico all'università, come quello già in vigore nelle scuole pubbliche. Ma il presidente François Hollande e diversi ministri, tra cui la responsabile dell'Istruzione, Najat-Vallaud Belkacem, hanno risposto picche.

Nella hall di ingresso di Sciences Po i promotori hanno distribuito pacchi di volantini avvicendandosi dietro a un tavolo ricoperto di veli pronti all'uso. Diversi studenti che hanno aderito all'iniziativa lo indossavano per la prima volta. La ministra per i Diritti delle donne, Laurence Rossignol, ha denunciato una "forma di provocazione", a cui, in realtà, hanno aderito solo pochi studenti. "Se questa giornata a Sciences Po fosse in solidarietà per le donne che lottano nei Paesi influenza dei fondamentalisti, dai Paesi del Golfo al Salvador, sarei pronta ad accettarla. Ma non sono sicura che sia così'".

"Come insegnante, voglio esprimere la mia totale disapprovazione. In Francia le donne devono essere visibili. No ai proseliti", ha rincarato su Twitter Bruno Le Maire, candidato della destra (Les Républicains) per la corsa all'Eliseo del 2017. Mentre il compagno di partito Eric Ciotti protesta in tv contro un'"iniziativa scandalosa" e ribadisce la necessità di un divieto del velo negli atenei di Francia.

Da parte loro, i promotori si sono difesi dicendo che si tratta solo di un'iniziativa "politica e sociale, assolutamente non religiosa", una sorta di esperimento che per alcuni è servito anche a capire la quotidianità di una fedele musulmana a Parigi.

Intanto, dall'Eliseo, è arrivato l'annuncio della "riunione informale" che lunedì riunirà ad Hannover, in Germania, il presidente Usa Barack Obama, insieme con la padrona di casa Angela Merkel e i colleghi francese, britannico e italiano, François Hollande, David Cameron e Matteo Renzi. Su invito della cancelliera i leader di Usa e Ue evocheranno "i grandi temi internazionali" come Siria, Libia, crisi migratoria.

sda-ats

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