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Il G7 dei ministri degli Esteri di Hiroshima si è aperto ufficialmente. In agenda, nella due giorni di riunioni, corposi dossier come il disarmo nucleare (inclusa la minaccia della Corea del Nord), il terrorismo, le crisi in Libia e Siria e l'emergenza migranti.

"Spero che un forte messaggio di pace, stabilità e prosperità possa essere mandato al mondo dalla riunione di Hiroshima", ha detto il ministro degli Esteri nipponico Fumio Kishida, nella cerimonia di apertura segnata dalla tradizionale rottura della botte di sake indossando l'"happi", la giacca di buon auspicio.

Proprio Hiroshima, simbolo dell'orrore dell'atomica sganciata dagli Usa nel 1945, è l'occasione "per il lancio di un forte messaggio per un mondo senza più ordigni nucleari". All'evento partecipano i capi delle diplomazie di Stati Uniti, Giappone, Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia, Canada e Ue.

Domani, con la visita al Parco della Pace e al vicino Museo dell'atomica, il segretario di Stato americano John Kerry sarà l'esponente più alto in grado di un'amministrazione Usa in carica ad essersi mai recato per ricordare le vittime dell'olocausto nucleare.

Una visita che per molti osservatori porrebbe essere la prova generale di quella che il presidente americano Barack Obama potrebbe fare a fine maggio, in occasione del summit G7 di Shima, nel Giappone centrale.

sda-ats

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