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Un'immagine mostra i controlli di polizia effettuati all'aeroporto di Ginevra (foto d'archivio).

Keystone/MARTIAL TREZZINI

(sda-ats)

Sei mesi di prigione di cui tre da scontare: è la pena inflitta ieri in un processo per direttissima dal Tribunale correzionale di Annecy (F) alla donna che martedì sera aveva fatto scattare un allarme bomba, poi risultato falso, all'aeroporto di Ginevra.

Ne danno notizia diversi media romandi e francesi, secondo cui l'imputata è stata condannata "per falso allarme e denuncia d'infrazione immaginaria con conseguente perturbamento dell'ordine pubblico".

La donna di 41 anni, sposata da 22 anni e madre di quattro figli, avrebbe agito per gelosia contro quella che riteneva essere l'amante del marito. Secondo il procuratore di Annecy Eric Maillaud aveva telefonato all'aeroporto affermando che mercoledì mattina si sarebbe presentata "una donna con due bambini e una bomba". Affermazioni che l'imputata ha cercato di sfumare, pur ammettendo di aver agito "per vendetta" contro la presunta rivale. La 41enne si è dichiarata pentita e ha assicurato che non pensava che il suo agire avrebbe avuto simili conseguenze.

La telefonata aveva indotto a rafforzare i controlli di identità dei passeggeri all'aeroporto. A causa delle misure in vigore, i viaggiatori erano stati invitati a presentarsi almeno due ore prima della partenza.

sda-ats

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