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L'imputato Reinhold Hanning

Keystone/AP Pool dpa/BERND THISSEN

(sda-ats)

L'ex sergente delle SS Reinhold Hanning, 94 anni, ex guardia del campo di sterminio di Auschwitz, è stato oggi condannato a 5 anni di carcere dal tribunale di Detmold, nella Renania settentrionale-Vestfalia.

Hanning è stato riconosciuto colpevole di complicità nell'uccisione di almeno 170 mila persone. "Sapeva che ad Auschwitz degli innocenti erano assassinati ogni giorno nelle camere a gas", afferma il tribunale.

"Lei è stato poco meno di due anni e mezzo ad Auschwitz e ha per questo promosso l'eccidio", ha detto rivolgendosi a Hanning la giudice Anne Grudda, spiegando le motivazioni della sentenza.

Il procuratore aveva richiesto sei anni, gli avvocati difensori avevano invece proposto l'assoluzione perché non ci sarebbero state prove del diretto coinvolgimento dell'ex guardia SS negli eccidi.

È comunque dubbio il fatto che Hanning finisca in carcere, date le sue precarie condizioni di salute.

Nel corso del processo, lo scorso 29 aprile, Hanning aveva preso a sorpresa la parola per scusarsi personalmente e per dirsi pentito. "Vorrei dirvi che io provo il più profondo rammarico per il fatto di essere stato membro di un'organizzazione criminale, responsabile della morte di tanti innocenti, della distruzione di innumerevoli famiglie, di stenti, vessazioni e sofferenza per le vittime e i loro parenti", aveva affermato. Per poi concludere: "Mi vergogno del fatto di aver assistito all'ingiustizia senza aver fatto niente contro. Io chiedo scusa qui di ogni mio comportamento. Mi dispiace dal profondo del cuore".

All'epoca dei fatti Hanning aveva poco più di 20 anni. Aveva provato ad andare al fronte, ha sostenuto il suo legale leggendo una dichiarazione più lunga dell'assistito, ma la richiesta fu rifiutata due volte. "Ho cercato tutta la vita di rimuovere questo tempo. Auschwitz era un incubo. Io avrei voluto non esserci mai stato", ha detto fra l'altro l'imputato.

L'ex guardiano delle SS ha ammesso di essere a conoscenza di tutto ciò che accadeva nel lager. "Dopo diverse settimane ad Auschwitz mi era noto che cosa succedeva", ha confessato attraverso il legale. "Le persone venivano uccise con armi da fuoco, con il gas e bruciate. Potevo vedere come i cadaveri fossero trasportati da una parte all'altra. Si capiva cosa accadeva". E non sarebbe stato possibile non obbedire agli ordini, ha aggiunto. "Ad Auschwitz veniva messo subito in chiaro che si dovesse funzionare, e che si dovesse fare ciò che veniva richiesto di fare".

Hanning sarebbe stato però lontano dal campo sterminio di Birkenau. Secondo la sua ricostruzione non gli sarebbe mai stato imposto di andare a lavorare alla rampa, dove si decideva chi dovesse essere gasato. Ma da una perizia risulterebbe che ha lavorato.

sda-ats

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