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La calotta polare artica si è parecchio assottigliata a causa del riscaldamento globale.

Keystone/AP/GREENPEACE/BELTRA

(sda-ats)

La calotta artica si è dimezzata nell'ultimo secolo e la velocità con cui si ritira è aumentata dagli anni '70 in poi. La riduzione è dovuta soprattutto alle temperature dell'aria e dell'acqua in aumento per il riscaldamento globale provocato dai gas ad effetto serra.

Ai primi del Novecento i ghiacci permanenti, quelli che rimangono anche d'estate, coprivano una superficie di oltre 8,5 milioni di chilometri quadrati del Mar Glaciale Artico. Oggi siamo a poco più di 4,5 milioni.

I nuovi dati sull'Artico che si scioglie vengono dal National Snow & Ice Data Center americano (NSIDC), istituto di ricerca in materia preso l'Università del Colorado, e sono stati diffusi dal sito ambientalista Carbon Brief.

L'NSIDC ha ricostruito l'estensione dei ghiacci artici in inverno e in estate (a marzo e a settembre) dal 1850 ad oggi, utilizzando tutte le fonti esistenti: dalle ricerche scientifiche passate e presenti, ai dati grezzi degli istituti meteorologici di Danimarca, Canada, Usa e Russia, fino alle annotazioni dei giornali di bordo delle baleniere.

Un secolo e mezzo fa, a marzo i ghiacci artici coprivano fra i 15 e i 16 milioni di chilometri quadrati. Il dato è rimasto costante fino agli anni Novanta, quando ha cominciato a scendere. Da allora non ha più superato i 15 milioni di km quadrati, scendendo nel 2006 a 14.

Ma il dato veramente preoccupante è quello dei ghiacci estivi. Nel 1850, a settembre la calotta polare variava fra 8,5 e 9 milioni di km quadrati. Nel 1930 ha cominciato a ridursi, oscillando fra i 7 milioni e gli 8. Dal 1970 la ritirata dei ghiacci ha cominciato ad accelerare. Negli anni Novanta l'estensione media era sui 7 milioni, poi nel 2000 c'è stato un crollo: da 6 milioni si è scesi a poco più di 4 nel 2007, per scendere a meno di 4 nel 2011 e tornare a quasi 5 oggi.

"La causa principale di questo rapido declino sono le temperature dell'aria in aumento - commenta Florence Fetterer, direttore del centro ricerche dell'NSIDC -. L'Artico si sta riscaldando due volte più velocemente della media globale, un fenomeno conosciuto come 'amplificazione articà. Altri fattori, come i modelli delle correnti d'aria e il riscaldamento dell'oceano, giocano anche loro un ruolo nella diminuzione dei ghiacci marini".

Fetterer trae tre conclusioni dalla nuova ricerca: "In primo luogo, non c'è un momento negli ultimi 150 anni in cui l'estensione della superficie marina ghiacciata sia stata così ridotta come in questi anni. In secondo luogo, il tasso di riduzione dei ghiacci marini negli anni recenti non ha precedenti nei dati storici. In terzo luogo, le fluttuazioni naturali dei ghiacci marini nei decenni passati sono in genere più piccole della variabilità annuale".

sda-ats

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