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Nei Grigioni i cervi sono troppo numerosi.

KEYSTONE/AP PA/ANTHONY DEVLIN

(sda-ats)

L'elevata densità di cervi, camosci e caprioli presenti sul territorio grigionese "esercita una pressione troppo forte" sul ringiovanimento dei boschi, a scapito in particolare della funzione protettiva delle selve.

L'allarme è stato lanciato dall'associazione Bosco Grigioni, che rappresenta il personale forestale grigionese, in una presa di posizione adottata con solo cinque voti contrari in occasione dell'assemblea generale del 27 maggio a Tschierv (GR).

In una nota diramata tardi ieri sera, l'associazione ricorda che i boschi di protezione costituiscono i due terzi della superficie forestale retica.

Un esempio particolarmente significativo, scrive Bosco Grigioni, è quello dell'abete bianco. Il ringiovanimento naturale di questa specie, presente fino ad oggi nei boschi di protezione e particolarmente importante anche in vista del cambiamento climatico, manca su quasi tutta la superficie cantonale.

Già nel 1986, il Governo cantonale aveva definito l'obiettivo di portare il numero dei capi di cervo a 10'000 esemplari. I 16'000 esemplari che oggi si contano sul territorio grigionese sono la conferma che gli obiettivi prefissati "non sono stati raggiunti o nemmeno perseguiti", denuncia l'associazione.

Per risolvere il problema, Bosco Grigioni auspica la collaborazione di tutti gli attori privati e istituzionali coinvolti. Suggerisce anche di valutare una fusione a livello organizzativo dell'Ufficio cantonale foreste e pericoli naturali e di quello per la caccia e la pesca.

sda-ats

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