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Il Palazzo federale di Berna, sede del Parlamento svizzero (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

In Svizzera, nelle sedute commissionali, bisognerebbe obbligare i parlamentari a notificare i propri interessi finanziari e segnalare, in sede di deliberazione, eventuali conflitti d'interesse.

È quanto raccomanda il Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) del Consiglio d'Europa nel suo quarto rapporto di valutazione pubblicato oggi.

A suo avviso, bisogna considerare l'eventualità di deroghe alla riservatezza per le deliberazioni commissionali e intensificare i controlli per verificare gli obblighi di notifica, si legge in una nota odierna dell'Ufficio federale di giustizia.

Nel rapporto adottato dall'assemblea plenaria il 2 dicembre 2016, il GRECO reputa inoltre necessario accrescere la qualità e l'obiettività nella selezione dei giudici dei Tribunali della Confederazione e abolire la prassi di versare parte dello stipendio ai partiti di appartenenza. Suggerisce anche di considerare una durata indeterminata per la carica di giudice e di introdurre un meccanismo disciplinare per poter sanzionare eventuali violazioni degli obblighi professionali.

Al Ministero pubblico della Confederazione (MPC) il GRECO raccomanda di meglio documentare le procedure disciplinari e assicurarsi di tener conto di eventuali conflitti d'interesse dei membri che conducono procedimenti dinanzi alle autorità penali della Confederazione.

Più in generale, il gruppo constata che sono rari i casi gravi di corruzione, sussiste tuttavia il rischio di pressioni sugli attori politici e giuridici. Raccomanda quindi al Parlamento, ai Tribunali della Confederazione e al MPC, di dotarsi di regole deontologiche corredate di commenti ed esempi concreti e di sensibilizzare i propri membri.

L'entrata in vigore della Convenzione penale del Consiglio d'Europa sulla corruzione nel 2006 ha segnato l'adesione della Svizzera al GRECO. L'obiettivo è di intensificare la lotta contro la corruzione negli Stati membri procedendo ad analisi reciproche dei Paesi. Un rapporto della Svizzera sull'attuazione di queste ultime raccomandazioni è atteso entro la metà del 2018.

SDA-ATS