Tutte le notizie in breve

Il big del ciclismo britannico Bradley Wiggins (foto d'archivio).

Keystone/AP/PAVEL GOLOVKIN

(sda-ats)

Questa volta è direttamente la Wada - l'agenzia mondiale antidoping - a comunicare che gli hacker russi hanno colpito ancora: hanno reso pubbliche le informazioni mediche riservate di altri 25 atleti.

Nel mirino dei pirati informatici russi, il cui obiettivo dichiarato è quello di "raccontare al mondo il doping nello sport d'élite", sono finiti atleti di otto Paesi: Usa (10 atleti), Gran Bretagna (5), Danimarca (1), Russia (1), Polonia (1), Repubblica Ceca (1), Romania (1) e Germania (5).

Fra i nomi di spicco, quelli dei due big del ciclismo britannico Bradley Wiggins e Chris Froome. Del plurimedagliato Wiggins, medaglia d'oro quattro anni fa a Londra nella prova a cronometro e vincitore del Tour de France nel 2012, vengono pubblicati 6 certificati di esenzione per uso terapeutico ottenuti tra il giugno 2008 e l'aprile 2013 per le sostanze salbutamolo, formoterolo, budesonide e triamcinolone acetonide. I primi tre certificati garantiscono l'esenzione per un anno. Nelle esenzioni di Wiggins si sottolinea che l'atleta è allergico al polline.

Per quanto riguarda Froome, tre volte vincitore del Tour de France e bronzo a cronometro alle Olimpiadi di Rio, i due certificati pubblicati sono entrambi per un corticosteroide, il prednisolone, assunto per cinque giorni nel maggio 2013 e per una settimana nel 2014.

Nel comunicato pubblicato sul proprio sito internet, la Wada, tramite il direttore generale Olivier Niggli, sottolinea di "essere consapevole del fatto che questo attacco criminale, che fino a oggi ha incautamente esposto i dati personali di 29 atleti, è molto doloroso per gli atleti presi di mira e che è motivo di apprensione per tutti quelli che hanno partecipato alle Olimpiadi di Rio. Dispiace che alcuni criminali tentino di infangare il nome e la reputazione di alcuni atleti, ma possiamo assicurare che insieme alle forze dell'ordine e alle agenzie di sicurezza stiamo intervenendo".

La Wada aggiunge di "non avere dubbi che questi attacchi sono una rappresaglia contro l'Agenzia e il sistema anti-doping mondiale, a causa delle indagini indipendenti che hanno smascherato il doping di stato in Russia".

"Condanniamo questa attività criminale - ha concluso il direttore generale Niggli - e abbiamo chiesto al governo russo di intervenire e di fare quanto in suo potere per mettere fine a tutto questo. Questi continui attacchi informatici provenienti dalla Russia sono un forte ostacolo al lavoro che viene portato avanti per ricostruire un programma anti-doping russo adeguato".

sda-ats

 Tutte le notizie in breve