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Hillary Clinton

KEYSTONE/AP/ANDREW HARNIK

(sda-ats)

"Razzisti, sessisti, xenofobi e islamofobi": così Hillary Clinton ha definito "la metà dei sostenitori" di Donald Trump, considerati complessivamente un branco di "miserabili".

Uno sfogo che scatena una bufera sulla candidata democratica alla Casa Bianca, per una volta nell'occhio del ciclone al posto del suo avversario per una gaffe ai limiti del politicamente scorretto. Tanto che col montare della polemica è costretta a chiedere scusa per le sue parole.

L'ira di Trump, di fronte al durissimo attacco ai suoi fan, non si è fatta attendere: "Ha insultato milioni di americani", ha replicato la responsabile della sua campagna Kellyanne Conway.

Mentre il candidato repubblicano ha risposto su Twitter: "Hillary Clinton è stata così offensiva con i suoi insulti ai miei supporter.... milioni di persone e di lavoratori meravigliosi. Penso che le costerà molto caro alla urne".

La scivolata della Clinton è il segno di una campagna elettorale sempre più velenosa che, a meno di due mesi dal voto dell'8 novembre, viaggia su toni come non mai sopra le righe, tra due candidati che sembrano voler celare la loro mancanza di popolarità puntando più sugli attacchi personali che sui contenuti delle rispettive agende politiche.

Hillary - che a dire il vero mai fino ad ora aveva avuto simili cadute di stile - è sbottata nel corso di un incontro per la raccolta di fondi a New York, organizzata dalla comunità Lgbt.

Probabilmente si è trattato anche di una reazione ai continui attacchi alla sua persona e ai numerosi insulti che le vengono riservati ad ogni incontro elettorale del candidato repubblicano. Cara però le è costata la presenza della stampa, alla quale fino a poco tempo fa impediva di partecipare a serate del genere, di solito a porte chiuse.

E' bastato poco ad analisti e commentatori per paragonare l'uscita dell'ex segretario di stato con quella che nel 2012 contribui' ad affossare le ambizioni di Mitt Romney, che si scaglio' contro il 47% di americani che sostenevano Barack Obama.

Lo staff della ex first lady, a cui la campagna di Trump ha chiesto insistentemente le scuse, ha spiegato per tutto il giorno come Hillary volesse riferirsi solamente ai gruppi di estrema destra che hanno detto di appoggiare il tycoon (dal partito nazista al Ku Klux Klan), e non ai milioni di cittadini frustrati e arrabbiati che guardano al tycoon nella speranza di un cambiamento.

In serata sono arrivate poi le scuse ufficiali della ex first lady, attreverso una nota: " "Ieri sera sono stata troppo generica. E mi dispiace di avere detto meta' dei supporter, e' stato sbagliato". Basterà per chiudere la vicenda? Hillary promette comunque di non mollare sul fronte della denuncia della "retorica razzista e bigotta", definendo deplorevole il fatto che Trump si faccia appoggiare da elementi della destra estrema.

sda-ats

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