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Fidel Castro (sin.) con il presidente venezuelano Maduro

KEYSTONE/EPA EFE/MIRAFLORES PALACE/MIRAFLORES PALACE / HANDOUT

(sda-ats)

Prima un lungo intervento scritto per attaccare Barack Obama. Poi in serata si presenta a sorpresa in un teatro dell'Avana dove è accolto da un'ovazione. Fidel Castro ha festeggiato così i suoi 90 anni, tenendo fede alla sua fama di inossidabile combattente.

Una giornata punteggiata da mille celebrazioni ed eventi, preparati per settimane in tutto il paese, e trascorsa nell'attesa di sapere se il "comandante" si sarebbe fatto vedere, dato che da qualche mese non compariva in pubblico.

La giornata era cominciata con la sua presenza sui quotidiani locali per ricordare quanto si debba "martellare sulla necessità di preservare la pace" e sul fatto che "nessuna potenza si prenda il diritto di uccidere milioni di essere umani". Non è d'altra parte mancata la zampata contro il nemico di sempre, gli Stati Uniti. Durante la visita fatta in Giappone, Barack Obama "non è stato all'altezza, sono mancate" le scuse per la morte "di centinaia di migliaia di persone a Hiroshima, nonostante fosse a conoscenza delle conseguenze della bomba. E altrettanto criminale è stato l'attacco a Nagasaki, città scelta a caso dai padroni della vita".

Fidel ha anche ringraziato per "i saluti e gli ossequi" ricevuti per il compleanno, che intende "ricambiare attraverso le idee che trasmetterò ai militanti del nostro Partito e gli organismi pertinenti".

Poi in tarda serata: la sorpresa. Si è presentato al Teatro Karl Marx della capitale con una tuta sportiva bianca ed una maglia verde, sua tenuta ormai abituale, scatenando l'entusiasmo delle circa 5 mila persone presenti, tra le urla 'Fidel, Fidel' e 'complimentì.

Si è seduto tra il fratello Raul, suo successore alla guida di Cuba, e il presidente venezuelano Nicolas Maduro. La televisione lo ha ripreso solo con brevi immagini che lo hanno mostrato con lo stesso aspetto fragile degli ultimi anni, inquadrandolo tra l'altro mentre salutava alcuni dei presenti.

Tra il pubblico c'era un gruppo di vecchi compagni della 'revolucion' del '59, "eroi di Cuba e del lavoro", hanno precisato i media, mentre sullo schermo del teatro scorrevano le immagini di alcuni momenti della vita dell'ex "lider maximo".

E così come sempre avviene il "comandante" resta al centro dei media: una onnipresenza che secondo la blogger dissidente Yoani Sanchez rappresenta "il suo addio, le celebrazioni sono in realtà un tentativo per toglierlo dall'oblio".

sda-ats

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