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Almeno 20 donne al giorno sono state uccise o si sono suicidate fra il 2012 e il 2014 in India per violenze legate alla dote che le spose sono solite portare in occasione del matrimonio e che spesso non soddisfano le famiglie del marito.

Rispondendo ieri alla Camera ad una richiesta di chiarimenti sull'applicazione della Legge sulla proibizione della dote, il ministro per i Problemi della donne e dell'infanzia, Maneka Gandhi, ha reso noto che in base ai dati raccolti dall'Ufficio nazionale del registro degli atti criminali, nel triennio 2012-14 ben 25.000 donne sono state uccise dai parenti dello sposo o si sono suicidate non sopportando le torture fisiche o mentali legate alla presunta esiguità dei beni portati in dote.

Accanto a questo, i tribunali indiani hanno aperto 30.000 processi legati a dispute riguardanti la congruità della dote portata dalla sposa al momento del matrimonio.

Da decenni le leggi indiane e specifici articoli del Codice penale proibiscono qualsiasi pagamento a titolo di dote, ma senza risultati concreti, come dimostrano appunto le statistiche delle molte uccisioni e dei suicidi di giovani spose indiane.

sda-ats

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