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Le aspettative degli esperti finanziari sul futuro della congiuntura svizzera sono migliorate leggermente.

Il relativo indice calcolato dal Centro per la ricerca economica europea (ZEW) di Mannheim (D) e da Credit Suisse (CS) è salito in settembre a 2,7 punti, 5,5 punti in più di agosto.

Nel mese scorso l'indice era scivolato, per la prima volta da febbraio, in negativo (-2,8). Ora tornano quindi ad essere più numerosi - anche se di poco - gli specialisti che si aspettano un riscaldamento economico di quelli che puntano sull'evoluzione opposta.

La gran parte degli interpellati continua però ad attendersi un andamento costante: il dato è in particolare interessante se si considera la sorprendentemente forte crescita economica registrata nel secondo trimestre, si legge in un comunicato odierno. A temperare l'ottimismo sono infatti la situazione sempre ancora tesa sul mercato del lavoro e lo stentato andamento delle esportazioni, con l'eccezione del comparto farmaceutico.

Nel dettaglio, il 60,5% degli interrogati è convinto che nei prossimi sei mesi non vi saranno cambiamenti nella situazione congiunturale, il 21,1% si aspetta un miglioramento e il 18,4% pronostica un peggioramento (valori che determinano poi l'indice complessivo: 21,1 meno 18,4 = 2,7).

Rispetto ad agosto sono in aumento sia gli ottimisti (+6,8 punti), che i pessimisti (+1,3 punti), mentre si sfoltiscono le file di chi punta sullo status quo (-8,1). Leggermente peggiorato, nel confronto mensile, è il giudizio sull'attuale andamento dell'economia, con un indice a +8,0 punti (-3,3 punti).

Il miglioramento delle stime per il futuro elvetico si accompagna a un'analisi più sfavorevole riguardo all'Eurozona (-5,3 punti a -17,1). In modo più roseo è visto per contro l'andamento negli Usa, che ispirano maggiore fiducia (+1,8 a 19,4 punti).

Tornando entro i confini elvetici, pochissimi esperti si aspettano un calo dell'inflazione (2,6% degli interpellati): la maggioranza (52,6%) non prevede cambiamenti, ma aumentano le schiere di chi si aspetta un aumento (+16,3 al 44,8%).

I tassi sono attesi stabili nel corto termine (92,1%), mentre sul lungo termine aumentano coloro che scommettono su una progressione (52,7%, +15,5 punti): è consistente anche la quota di chi non vede mutamenti all'orizzonte (44,7%, -12,4 punti).

Il 52,9% degli interrogati (+1,4 punti) prevede inoltre una progressione dell'indice di borsa SMI. Riguardo ai cambi, il 59,5% del campione ritiene che non vi saranno cambiamenti nel corso euro/franco, il 24,3% si aspetta un indebolimento del franco e il 16,2% un rafforzamento. Sul fronte della disoccupazione il 37,8% vede una crescita dei senza lavoro e il 62,2% una stagnazione; nessuno si aspetta un calo.

Al sondaggio, effettuato fra il 29 agosto e il 12 settembre, hanno partecipato 38 analisti.

sda-ats

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