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Le aspettative degli esperti finanziari sul futuro della congiuntura svizzera sono migliorate leggermente.

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Le aspettative degli esperti finanziari sul futuro della congiuntura svizzera sono migliorate leggermente.

Il relativo indice calcolato dal Centro per la ricerca economica europea (ZEW) di Mannheim (D) e da Credit Suisse (CS) è salito in febbraio a 19,4 punti, 0,9 punti in più di gennaio.

Una progressione così lieve non va sopravvalutata, ma l'indicatore è comunque aumentato per il sesto mese consecutivo, raggiungendo il livello massimo dal giugno 2016, si legge in un comunicato odierno. Sono quindi più numerosi gli specialisti che si aspettano un riscaldamento economico di quelli che puntano sull'evoluzione opposta.

Nel dettaglio, il 74,2% degli interrogati è convinto che nei prossimi sei mesi non vi saranno cambiamenti nella situazione congiunturale, il 22,6% si aspetta un miglioramento e il 3,2% pronostica un peggioramento (valori che determinano poi l'indice complessivo: 22,6 meno 3,2 = 19,4).

Rispetto a gennaio sono in leggero aumento sia gli ottimisti (+0,4 punti) che coloro che puntano sullo status quo (+0,1), mentre si sfoltiscono le file dei pessimisti (-0,5 punti). Leggermente peggiorato, nel confronto mensile, è il giudizio sulla situazione attuale, con un indice a +20,0 punti (-5,9 punti).

Il miglioramento delle stime per il futuro elvetico si accompagna a un'analisi meno sfavorevole riguardo all'Eurozona (-3,1 punti a +20,0). In modo un po' meno roseo è visto l'andamento negli Usa, che ispirano però maggiore fiducia (-6,7 a 26,6 punti).

Tornando entro i confini elvetici, pochissimi esperti si aspettano un calo dell'inflazione (3,2% degli interpellati): la maggioranza (64,5%) punta su un aumento, mentre un terzo non prevede cambiamenti (32,3%).

I tassi sono attesi stabili nel corto termine (87,1%), mentre sul lungo termine la maggioranza scommette su una progressione (53,3%): rimane comunque consistente anche la quota di chi non vede mutamenti all'orizzonte (33,3%).

Il 61,5% degli interrogati (-8,1 punti) prevede inoltre una progressione dell'indice di borsa SMI. Riguardo ai cambi, il 38,7% del campione ritiene che non vi saranno cambiamenti nel corso euro/franco, il 16,1% si aspetta un indebolimento del franco e il 45,2% un rafforzamento. Sul fronte della disoccupazione il 20,0% vede una crescita dei senza lavoro e il 76,7% una stagnazione: solo il 3,3% si aspetta un calo.

Al sondaggio, effettuato fra il 6 e il 18 febbraio, hanno partecipato 31 analisti.

SDA-ATS