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Un'immagine simbolica mostra dei pensionati sulle rive del lago della Piazza sul Passo del San Gottardo (foto d'archivio).

Keystone/MARTIN RUETSCHI

(sda-ats)

La dinamica è negativa nel sistema pensionistico svizzero: l'indice previdenza UBS è sceso fra -0,5 e -1 punti alla fine del 2015, per poi risalire leggermente sino a quasi -0,5 punti nei primi mesi di quest'anno. In futuro, il Ticino sarà fra i cantoni messi peggio.

Il nuovo indicatore - spiega UBS in un comunicato odierno - illustra la condizione del sistema di previdenza svizzero. Con i suoi quattro sottoindici (sviluppo economico, demografia, finanze e riforme) comprende gli elementi più importanti per la stabilità del settore. Un valore negativo dell'indice segnala un deterioramento dell'evoluzione rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, un valore positivo, invece, un miglioramento.

Il calo notevole dell'indice alla fine dell'anno scorso è da ricondurre principalmente a due fattori. Da un lato, il sottoindice demografia è peggiorato significativamente in seguito al forte invecchiamento: il 2015 segna un punto di svolta dello sviluppo demografico in Svizzera, dato che per la prima volta il numero di persone giunte all'età di pensionamento ha superato quello di coloro che hanno compiuto vent'anni. E, dall'altro, il sottoindice sviluppo economico ha fornito un contributo molto negativo: questa flessione rispecchia il cedimento congiunturale di ampia portata registrato in seguito all'abolizione del cambio minimo euro/franco. Anche se nel primo trimestre 2016 si delinea una leggera stabilizzazione, la dinamica dell'andamento del sistema di previdenza resta nettamente sfavorevole.

Secondo UBS inoltre in futuro, il calo della quota della popolazione attiva e l'aumento significativo delle spese per la sanità incideranno pesantemente sulle finanze dei cantoni e dei comuni. Quanto più anziana la popolazione locale e quanto più limitato il margine di manovra dello stato e delle economie domestiche, tanto più grandi saranno le sfide da affrontare.

Mentre nella Svizzera romanda una popolazione giovane riduce i futuri oneri supplementari, i cantoni della Svizzera centrale dispongono di un cuscinetto finanziario più confortevole. Per il Ticino e il Giura nei prossimi trent'anni si profileranno le sfide più grandi dovute all'invecchiamento demografico. Le prospettive sono decisamente migliori per Zugo, Svitto e Zurigo; tuttavia senza adeguamenti della ripartizione delle spese, anche in questi cantoni incombe la minaccia di nuovi indebitamenti considerevoli. Secondo gli economisti di UBS sono assolutamente necessarie riforme volte a sgravare le finanze cantonali e comunali.

sda-ats

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