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Le aspettative degli esperti finanziari sul futuro della congiuntura svizzera sono lievemente migliorate: l'indice calcolato dal Centro per la ricerca economica europea (ZEW) di Mannheim (D) e da CS è salito in ottobre a 5,2 punti, 2,5 punti in più di settembre.

Stando all'ultimo sondaggio condotto tra il 26 settembre e il 10 ottobre presso 39 esperti e pubblicato oggi, il 69,5% degli interrogati (+8,7 punti) è convinto che nei prossimi sei mesi non vi saranno cambiamenti nella situazione congiunturale. Sono diminuiti sia coloro i quali prospettano un miglioramento (-3,1 al 18%), sia chi prevede un peggioramento (-5,6 al 12,8%).

Intanto sono però aumentati gli analisti che considerano buona la situazione attuale (+7,3 punti al 17,9%). La grande maggioranza (82,1%, -4,7) la ritiene normale e nessuno (-2,6) la giudica cattiva.

Il 70,3% (dato invariato) crede che la dinamica attuale delle esportazioni resti tale quale, mentre sono in lieve aumento gli esperti i quali ritengono che scenderà (+2,7 punti al 27%). Pochissimi coloro che prospettano una progressione (-2,7 al 2,7%). Quanto al futuro, il 78,4% (+6,2) pensa che la situazione resterà immutata, il 16,2% (-0,5) che diminuirà e il 5,4% (-5,7) che salirà.

Il tasso di cambio con l'euro resterà sui livelli attuali secondo il 53,8% (-5,7 punti). Tuttavia il 20,6% (+4,4) ritiene che il franco si rafforzerà ulteriormente e, al contrario, il 25,6% (+1,3) pensa che si indebolirà.

L'inflazione dovrebbe salire per il 53,8% (+9 punti) degli interpellati o restare invariata (43,6% (-9). Solo il 2,6% (nessun cambiamento) crede che scenderà. Per la maggior parte (78,4%, +6,2) il tasso di disoccupazione non dovrebbe variare, mentre il 39,4% (+1,6) teme che aumenterà. Soltanto il 5,3% (+5,3) crede in un calo.

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SDA-ATS