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I salariati dell'industria potranno contare quest'anno su aumenti di stipendio di circa lo 0,5%, a fronte di un rincaro che nel 2016 è stato negativo (-0,4%). In materia di remunerazioni, i datori di lavoro saranno prudenti.

"Le prime indicazioni relative alle trattative salariali che hanno già avuto luogo non sono molto rallegranti, con una progressione di circa lo 0,5%", dichiara Diego Frieden, segretario centrale del sindacato Syna.

Secondo Ivo Zimmermann, responsabile della comunicazione e membro della direzione presso Swissmem - l'associazione di categoria dell'industria delle macchine, elettrotecnica e metallurgica - adeguamenti salariali sono sempre possibili. Dipenderanno tuttavia dalla situazione delle singole imprese.

Per Nicolas Aune, segretario generale dell'Unione industriale ginevrina (UIG), il franco forte, le incertezze legate all'attuazione della legge di applicazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa e la votazione sulla terza riforma dell'imposizione delle imprese (RI imprese III) sono i tre aspetti che minacciano maggiormente le prospettive di quest'anno. E ciò in termini di ordinazioni e quindi di impiego. "Esiste un rischio particolarmente elevato di delocalizzazione di alcune attività", aggiunge Aune.

Al di là del consumo interno, che resta solido e sostiene la crescita economica, l'evoluzione incerta degli avvenimenti mondiali avrà una forte influenza sulle esportazioni elvetiche e sul settore industriale. I settori meno sensibili alle variazioni di prezzo, come quello della chimica e della farmacia manterranno tuttavia una buona crescita", prevede Frieden.

SDA-ATS