Iraq: 750'000 civili ancora ostaggio Isis a Mosul


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Nuovo grido d'allarme dall'Onu: nonostante l'avanzata delle forze irachene e degli alleati, 750mila civili vivono sotto il giogo dell'Isis a Mosul.

Il coordinatore umanitario dell'Onu in Iraq sottolinea le gravi carenze di cibo e generi di prima necessità, con i prezzi arrivati alle stelle, e molti costretti a dare fuoco a quello che hanno per riscaldarsi.

Intanto, i ribelli siriani aprono ad un possibili prolungamento delle trattative di Astana sulla crisi siriana, ma sottolineano anche che da parte loro non c'è alcuna intenzione di discutere le questioni politiche, fintanto che non ci sarà stato un cessate il fuoco.

Le forze governative hanno ieri annunciato che Mosul est, la parte orientale della città separata dal resto del centro urbano dal fiume Tigri, è ora "completamente liberata dall'Isis", dopo tre mesi di offensiva militare.

Il comando delle operazioni di Baghdad ha anche annunciato l'imminente inizio della battaglia per Mosul ovest. "Speriamo che venga fatto di tutto per proteggere le centinaia di migliaia di persone che vivono dall'altra parte del fiume", ha scritto Lisa Grande nel comunicato firmato da una ventina tra organizzazioni umanitarie internazionali e locali. Mosul, un tempo la seconda città del paese, era stata conquistata dall'Isis nel giugno 2014 e da allora era stata eletta di fatto a capitale del 'califfato'.

SDA-ATS

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