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"Non è possibile escludere" la Turchia dall'offensiva per strappare Mosul all'Isis. Lo ha detto stamani il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

Con l'Iraq "noi abbiamo un confine di 350 km. Altri che non hanno niente a che fare con questa regione stanno entrando (a Mosul). Non saremo responsabili delle conseguenze negative che potrebbero emergere da qualsiasi operazione che non includa la Turchia. Noi saremo coinvolti sia nell'operazione che nel successivo tavolo" negoziale, ha assicurato Erdogan, ribadendo anche che le truppe di Ankara non lasceranno la base di Bashiqa, circa 30 km a nord-est di Mosul, come invece chiesto da Baghdad.

Parlando della futura gestione di Mosul, Erdogan ha aggiunto che la Turchia "non permetterà che sia una violenza settaria". Ankara ha espresso preoccupazioni, in particolare, per un possibile ingresso nell'attuale roccaforte dell'Isis in Iraq di milizie sciite filo-iraniane e curde legate al Pkk, una volta cacciato lo Stato islamico.

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SDA-ATS