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George W. Bush e Tony Blair (archivio)

KEYSTONE/EPA FILE/SHAWN THEW, SHAWN THEW, SHAWN THEW, SHAWN THEW

(sda-ats)

Le circostanze con cui è stata stabilita una base legale per la guerra contro l'Iraq di Saddam Hussein erano "lungi dall'essere soddisfacenti". Lo ha detto sir John Chilcot, presentando l'atteso rapporto sulla partecipazione britannica al conflitto del 2003.

Il relatore del rapporto britannico sulla guerra in Iraq e e sul ruolo dell'allora premier Tony Blair ha pure affermato che "l'azione militare contro Saddam Hussein non era l'ultima opzione" e che il conflitto è stato basato su dati di intelligence "imperfetti" e portato avanti con una progettazione "totalmente inadeguata".

Tony Blair presentò all'opinione pubblica prove sul fatto che Saddam Hussein avesse armi di distruzione di massa "con una certezza che non era giustificata", ha aggiunto sir John Chilcot. Inoltre "gli Stati Unitit e la Gran Bretagna minarono l'autorità dell'ONU".

Commentando il rapporto, l'ex premier britannico Tony Blair ha affermato che il rapporto non ha individuato un "uso improprio o una falsificazione dell'intelligence". Andare in guerra in Iraq è stata "la decisione più dolorosa che io abbia mai preso", "ma il mondo è un posto migliore senza Saddam Hussein", ha aggiunto.

Dal canto suo il premier britannico David Cameron, intervenendo sul tema alla Camera dei Comuni, ha rilevato che "ci sono importanti lezioni da imparare" e che un intervento militare deve essere l'ultima opzione.

Dal rapporto non emerge che ci fosse la volontà di "ingannare i cittadini" da parte del governo di Tony Blair, ha aggiunto. "Tutti i deputati che hanno votato per la guerra in Iraq si devono assumere la loro parte di responsabilità". "Non possiamo però portare indietro le lancette dell'orologio", ha concluso Cameron.

sda-ats

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