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Distruzione e morte ad Aleppo

KEYSTONE/AP Aleppo Media Center/UNCREDITED

(sda-ats)

In Iraq, 1400 ragazzi della minoranza religiosa yazida caduti negli ultimi due anni nelle mani dell'Isis sono stati sottoposti a un "lavaggio del cervello e vengono addestrati per diventare attentatori suicidi". Lo afferma un responsabile governativo.

Si tratta di un nuovo orrore che si aggiunge alla tragedia delle migliaia di donne yazide rapite e ridotte a schiave sessuali in Iraq.

Intanto la Russia, accusata più volte dagli attivisti siriani anti-governativi di avere provocato stragi di civili nei suoi bombardamenti aerei in Siria, ha affermato a sua volta che l'aviazione americana ha provocato "centinaia" di morti tra gli abitanti della città di Manbij, roccaforte dello Stato islamico assediata da forze curdo-arabe sostenute dagli Usa.

Mentre ad Aleppo, assediata dalle forze governative, continua il calvario dei civili, con nuovi bombardamenti governativi che secondo fonti dell'opposizione hanno provocato oggi almeno 16 morti.

La denuncia relativa ai ragazzi yazidi trasformati in kamikaze è venuta da Hussein Kaedy, incaricato dal governo iracheno di seguire il dramma di questa comunità. Kaedy ha parlato in una conferenza stampa nel secondo anniversario della presa da parte dello Stato islamico di Sinjar, la città nel nord-ovest dell'Iraq dove più forte è la presenza degli Yazidi, riconquistata nel novembre scorso dalle milizie curde dei Peshmerga.

In questa regione, secondo il responsabile, gli Yazidi rapiti dai jihadisti sono stati 6410, uomini e donne. Di questi, 2640 sono stati liberati "grazie al sostegno del governo della regione del Kurdistan e di un certo numero di persone di buona volontà". Altri 3770 rimangono nelle mani dello Stato islamico, oltre ai 1400 ragazzi precedentemente citati.

Inoltre, "sono state scoperte 33 fosse comuni contenenti i resti di persone uccise", mentre "circa 400'000 Yazidi cacciati dalle loro case vivono ancora in campi profughi".

Continuano nel frattempo anche le sofferenze dei circa 100'000 civili, di cui 35'000 bambini, intrappolati a Manbij, in Siria, dove le forze curdo-arabe sostenute dagli Stati Uniti hanno conquistato l'80% di Manbij, secondo quanto riferiscono fonti concordanti, alcune delle quali interpellate dall'ANSA.

Manbij, in posizione strategica lungo le vie di comunicazione tra Raqqa, la "capitale" siriana dell'Isis, e la Turchia, è assediata da circa tre mesi dalle "Forze Democratiche Siriane" (SDF) appoggiate dalla Coalizione aerea anti-Isis guidata dagli Usa.

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha affermato che, "secondo calcoli prudenti, centinaia di civili sono stati uccisi e migliaia sono rimasti feriti" in oltre 90 attacchi aerei della Coalizione a partire dal 19 luglio.

Nei giorni scorsi, l'Isis aveva denunciato la morte di 160 civili nei bombardamenti a nord della stessa Manbij, mentre attivisti fuggiti dalla città hanno affermato di avere documentato "210 morti". Un ex consigliere comunale, Muhammad Khatib, aveva detto all'ANSA che erano stati colpiti anche tre ospedali: "L'Amal, il Qrishman e quello pubblico".

sda-ats

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