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Sono stati condannati a sei anni di carcere il tunisino Lassaad Briki e il pakistano Muhammad Waqas, presunti jihadisti legati all'Isis arrestati lo scorso luglio e che parlavano di compiere attentati in Italia e in particolare alla base Nato di Ghedi, nel bresciano.

Lo ha deciso la corte d'assise di Milano, presieduta da Ilio Mannucci, accogliendo la richiesta del procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e del pubblico ministero Enrico Pavone.

La corte ha accolto le richieste di condanna formulate stamani dalla Procura, concedendo anche, come chiesto dagli stessi pubblici ministeri, ai due imputati accusati di terrorismo internazionale le attenuanti generiche sulla base del fatto che i due hanno rinunciato ai testimoni e quindi al dibattimento, velocizzando così il processo. I giudici hanno disposto inoltre che i due presunti terroristi a pena espiata vengano espulsi dall'Italia e si sono presi un termine di 90 giorni per il deposito delle motivazioni.

Il tunisino e il pakistano, che vivevano nel bresciano e avevano i documenti in regola e un lavoro, sono stati arrestati lo scorso 22 luglio e, stando alle indagini, sarebbero stati anche gli autori degli ormai famosi selfie di propaganda e minacce davanti al Duomo di Milano e al Colosseo di Roma. Nelle fotografie, venute a galla sul web più di un anno fa, comparivano cartelli con su scritto 'Siamo nelle vostre strade' e con minacce da parte del sedicente stato islamico. Inoltre, stando alle indagini delle Digos (Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali) e della polizia postale, i due avrebbero anche effettuato sopralluoghi attorno alla base militare di Ghedi e parlavano nelle intercettazioni anche di altri obiettivi in Italia.

sda-ats

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