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Due agenti della Guardia di Finanza a Milano (foto d'archivio).

KEYSTONE/MARTIN RUETSCHI

(sda-ats)

Il gap tra le imposte che dovrebbero essere versate e quelle effettivamente pagate si attesta in Italia a quota 108,7 miliardi di euro in media all'anno: 98,3 miliardi dovuti ai principali tributi, 10,4 ai contributi.

È quanto emerge dagli ultimi dati pubblicati sulla ''Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva'', allegata al Documento di Economia e Finanza (Def) e depositata in Parlamento. Dal documento, riferito agli anni 2010-2014, emerge che la ''propensione al gap'' è altissima per l'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) del lavoro autonomo e d'impresa: al 59,5%.

L'Iva risulta l'imposta più evasa: il ''tax gap'' medio si attesta in Italia a 39,9 miliardi tra 2012-2013, ma sale a 40,2 miliardi nel 2014. Segue l'Irpef che vale complessivamente 31 miliardi. Ma di questi 27,2 miliardi, che salgono a 30,7 miliardi nel 2014, sono relativi al solo Irpef del lavoro autonomo e d'impresa.

Il tax gap Ires (sui redditi delle società) vede invece valori medi pari a 14 miliari del 2012-13, che calano a 10 miliardi nel 2014.

L'Irpef sui dipendenti mostra un ''gap'' di circa 3,9 miliardi ed è superato sia dall'Irap (8,5 miliardi) sia dall'Imu (4,6 miliardi).

La relazione evidenzia anche che tra il 2012 e il 2013 l'incremento delle mancate entrate tributarie è salito di 2,5 miliardi. Il confronto non avviene con il 2014 perché manca ancora il dato del lavoro dipendente irregolare.

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SDA-ATS