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Piersilvio Berlusconi durante il processo Mediatrade nel 2014.

KEYSTONE/AP/ANTONIO CALANNI

(sda-ats)

La Corte di Cassazione ha annullato le condanne per frode fiscale su diritti televisivi emesse nei confronti di Piersilvio Berlusconi e Fedele Confalonieri, vicepresidente (e figlio dell'ex premier Silvio) e presidente di Mediaset.

Berlusconi e Confalonieri erano stati condannati ad un anno e due mesi di reclusione dalla Corte di appello di Milano lo scorso marzo nel cosiddetto processo Mediatrade.

In base a quanto ha appreso l'agenzia di stampa italiana Ansa da fonti della difesa, le condanne sono state annullate perché il fatto non costituisce reato. L'udienza si è svolta ieri mattina e la decisione si è appresa in tarda serata.

In una nota nota Mediaset esprime "soddisfazione" per la sentenza e secondo la società il verdetto "ristabilisce la verità annullando la sentenza di Appello del processo Mediatrade, sentenza che aveva ribaltato il verdetto di Primo grado del tribunale di Milano".

Mediaset ricorda "che in primo grado Fedele Confalonieri e Pier Silvio Berlusconi erano stati assolti da tutte le accuse con una sentenza che era stata emessa al termine di un lungo e approfondito dibattimento durato più di tre anni: con la decisione di ogggi (ieri per chi legge, ndr) - conclude Mediaset - la sentenza originaria viene di fatto confermata dalla Corte di Cassazione". A breve sarebbe maturata la prescrizione per il processo Mediatrade.

Secondo la sentenza di condanna emessa in Appello i vertici di Mediaset si sarebbero sottratti "consapevolmente dall'esercitare i poteri-doveri di controllo (e gestione) attribuiti dalla legge al ruolo rivestito", "non solo accettando il rischio" ma "persino apertamente" perseguendo "l'effetto, univoco e fisiologico, dell'evasione fiscale". E questa "è l'unica chiave di lettura possibile delle loro condotte".

sda-ats

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