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Julian Assange in un'immagine dello scorso anno.

KEYSTONE/AP/KIRSTY WIGGLESWORTH

(sda-ats)

Il noto attivista Julian Assange non può essere considerato un difensore dei diritti umani e quindi non può godere della relativa protezione prevista dalle linee guida della Svizzera in materia.

È quanto scrive il Consiglio federale in risposta ad un'interpellanza del consigliere nazionale Jean-Luc Addor (UDC/VS).

Assange, precisa il governo, è considerato un esperto di informatica, reporter investigativo e attivista politico; con la fondazione di Wikileaks ha voluto diffondere al vasto pubblico informazioni riservate, contribuendo così anche a svelare casi di violazione dei diritti umani.

Tuttavia, occorre distinguere tra queste azioni e quelle che possono concorrere indirettamente alla promozione dei diritti umani. Con le sue rivelazioni, secondo l'esecutivo, Assange "non ha avuto intenzione di promuovere e tutelare direttamente i diritti umani".

Diverso il caso, indica il Consiglio federale, di coloro che si mobilitano "singolarmente o in gruppo, a titolo professionale o privato, per l'attuazione dei diritti umani". Quest'ultimi rientrano nella Dichiarazione delle Nazioni Unite del 1998 sui difensori dei diritti umani fatta propria anche da Berna nei suoi obiettivi di politica estera, obiettivi tra l'altro inseriti anche nella Costituzione federale.

L'australiano Julian Assange è attualmente rifugiato presso l'ambasciata dell'Ecuador - Paese che gli ha concesso asilo politico - a Londra. Su di lui pende un mandato di estradizione emanato dalla Svezia per presunti reati sessuali.

Egli si oppone all'estradizione temendo di essere consegnato, una volta giunto su suolo svedese, agli Stati Uniti. Washington accusa Assange di aver diffuso documenti diplomatici confidenziali e intende processarlo per spionaggio.

SDA-ATS