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I disordini seguiti all'uccisione l'8 luglio scorso nello Stato indiano di Jammu & Kashmir di Burhan Wani, giovane comandante separatista, hanno causato 54 morti, migliaia di feriti e oltre 1000 arresti.

In un comunicato, l'ispettore generale della polizia del Kashmir, Javaid Mujtaba Gillani, ha precisato che in ben 1018 incidenti avvenuti negli ultimi 30 giorni sono state arrestate 1030 persone, per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamenti.

Ricordando esclusivamente il bilancio di vittime registrato dalle forze dell'ordine, Gillani ha detto che "due agenti sono morti e 3329 altri sono rimasti feriti".

In una vasta area della Valle del Kashmir, che comprende la capitale estiva Srinagar, vige il coprifuoco perché lo sciopero, indetto e ripetutamente esteso dai gruppi separatisti, è attualmente in vigore fino al 12 agosto.

sda-ats

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