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Gioia e fierezza alla NASA

KEYSTONE/FR170512 AP/RINGO H.W. CHIU

(sda-ats)

A tu per tu con Giove dopo un viaggio di cinque anni: la sonda Juno della Nasa è il primo veicolo spaziale giunto più vicino al pianeta più grande e "tempestoso" del Sistema Solare.

L'arrivo è avvenuto quando gli Stati Uniti stavano ancora festeggiando il 4 luglio (in Svizzera erano le 5,35 del mattino) e per l'amministratore capo della Nasa, Charles Bolden è stato il modo migliore per festeggiarlo.

"Con Juno - ha detto - studieremo gli aspetti sconosciuti dell'intensa fascia di radiazioni di Giove per 'scavare' nel cuore del pianeta e per capire come si è formato e come si è evoluto il nostro Sistema Solare".

Quella di Juno è una vera e propria scommessa scientifica perché mai finora un veicolo spaziale si è trovato immerso in un ambiente così estremo, bersagliato da un'incredibile quantità di radiazioni. Non per niente il suo responsabile scientifico ha definito la missione Juno "la cosa più difficile che la Nasa abbia mai fatto".

Lanciata il 5 agosto 2011, Juno (JUpiterNear-polarOrbiter) è stata realizzata dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa. Dopo aver percorso quasi tre miliardi di chilometri, per la manovra di ingresso nell'orbita di Giove la sonda ha acceso il motore principale per 35 minuti e 2 secondi, in modo da raggiungere la posizione prevista.

È stato un tempo lunghissimo, che la missione ha sintetizzato su Twitter così: "il mio motore principale sta andando, Sto bruciando, bruciando, bruciando per te, Giove!". Juno è ora il primo veicolo spaziale a osservare Giove da un'orbita polare. A bordo di Juno non ci sono solo strumenti scientifici: la sonda ha portato nell'orbita di Giove la targa con il ritratto e la firma di Galileo Galilei, più il testo che descrive la scoperta delle lune di Giove.

Questo omaggio al grande fisico italiano è accompagnato da un carico meno serioso, ma ugualmente importante: tre minuscole statuine che raffigurano Galilei e le antiche divinità Giove e Giunone, realizzate dalla Lego in collaborazione con la Nasa nell'ambito di un programma teso a stimolare nei ragazzi l'interesse per i temi scientifici. Ispirandosi a questo curioso omaggio al gigante del Sistema Solare, Google ha dedicato alla missione un doodle disegnato come i Lego.

sda-ats

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