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La lampreda comune è stata decretata pesce dell'anno 2017 (foto della Federazione svizzera di pesca)

(sda-ats)

Poco nota e misteriosa, la lampreda comune è stata decretata pesce dell'anno 2017.

È un organismo affascinante da proteggere, sottolinea una nota odierna della Federazione svizzera di pesca (FSP), che lo ha scelto per lanciare un segnale forte in favore della rinaturazione dei corsi d'acqua.

La lampreda comune (Lampetra planeri) è l'ultimo rappresentante di lamprede ancora presente in Svizzera. Non appartiene ai pesci ossei, come invece tutte le altre specie di pesci del nostro Paese, ma a un antichissimo gruppo di vertebrati, i ciclostomi, di cui oggi nel mondo esistono ancora due famiglie: le lamprede e le missine.

A prima vista assomiglia all'anguilla, ma ha una bocca a forma di ventosa circolare e dentata. Inconfondibili sono anche le sette tasche branchiali rotonde, e la narice singola posta al centro del muso. La lampreda non ha pinne pari, ma solo una semplice orlatura. Non possiede ossa: la colonna vertebrale è costituita solo da tessuto connettivo cartilagineo. È inoltre sprovvista di squame e la pelle è protetta da uno spesso strato di muco. Manca anche la vescica natatoria.

Nei corsi d'acqua svizzeri, le lamprede comuni si riproducono da aprile a giugno e per farlo percorrono spesso molti chilometri e si radunano nei fiumi con correnti veloci e fondale sabbioso o ghiaioso.

Durante l'atto riproduttivo, le femmine si ancorano saldamente a una roccia con la loro bocca a ventosa e vengono cinte dai maschi. Fino a 2000 uova, del diametro di circa un millimetro, vengono fecondate all'esterno, in acqua, e ricadono nella ghiaia.

Dopo pochi giorni ne fuoriescono le larve che si lasciano trascinare dalla corrente fino a raggiungere i luoghi adatti come nursery. Si annidano nella sabbia, tra i detriti o nel fango, dove crescono, simili a dei piccoli vermi senza occhi.

In Svizzera, la lampreda comune è ancora presente lungo il massiccio del Giura, nella valle dell'Aare e nella piana della Linth. Durante lo stadio riproduttivo non ci devono essere ostacoli lungo il percorso verso i siti di frega, rileva la FSP. Le centinaia di barriere artificiali alla migrazione presenti nel nostro Paese, costituiscono un problema che può mettere a repentaglio la vita stessa di questi animali.

Le lamprede, dove ancora presenti, sono molto preziose per la valutazione ecologica delle acque, conclude la nota, precisando che le cause del loro forte regresso sono le stesse che causano problemi anche a molte altre specie di pesci.

SDA-ATS