Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Lapo Elkann.

Keystone/EPA ANSA FILE/ETTORE FERRARI

(sda-ats)

Il procuratore di New York "ha lasciato cadere le accuse" nei confronti di Lapo Elkann per la denuncia di finto sequestro della fine di novembre.

Una decisione arrivata nel giorno in cui era in programma l'udienza in un tribunale penale di Manhattan, e accolta con sollievo dal rampollo di casa Agnelli.

"La decisione di oggi mi rincuora e rinforza il sentimento di fiducia che da sempre ripongo nella giustizia americana", ha commentato Lapo, ammettendo di aver "attraversato un momento difficile", e ringraziando la sua famiglia e tutti quelli che gli sono stati vicino.

Questo momento, ha continuato, "mi ha però dato il tempo ed il silenzio necessari per riflettere su quanto è accaduto e soprattutto per rinforzare quello che voglio fare in futuro".

È la prima volta che Lapo parla a quasi due mesi dall'ultimo scandalo che lo ha coinvolto, stavolta nella Grande Mela. "So che voglio proseguire il lavoro che ho fatto su di me in queste settimane, per raccogliere nuove energie e mettere una consapevolezza diversa nella mia vita e nel mio lavoro, ha sottolineato.

Intendo sostenere le aziende cui ho dato vita e portare avanti i tanti progetti di collaborazione avviati con il massimo impegno". Lapo è fondatore di Italia Independent, consulente di Ferrari ed è stato responsabile Brand promotion di Fiat Group.

L'imprenditore 39/enne era accusato di aver inscenato un falso sequestro per ricevere soldi dai familiari, e rischiava da due a dieci anni di carcere.

Il suo avvocato, Randy Zelin, ha spiegato che "l'ufficio del procuratore distrettuale ha condotto un'indagine approfondita ed esaustiva, determinando che il mio cliente non ha compiuto alcun reato penale".

I fatti risalgono allo scorso 29 novembre: Lapo era volato negli Usa per il fine settimana della festa del Ringraziamento e avrebbe trascorso due giorni di eccessi, tra alcol e droga, con una escort transgender in un complesso di case popolari vicino alla First Avenue e la 28/esima Strada, a Manhattan.

Una volta speso tutto il contante che aveva con sé avrebbe finto un rapimento per ottenere dalla famiglia 10 mila dollari. È stato invece arrestato e poi rilasciato in giornata dalla polizia.

Quello di New York non è stato il primo scandalo per il nipote di Gianni Agnelli: nel 2005 finì in coma farmacologico per un'overdose da sostanze stupefacenti, dopo una notte in compagnia di un transessuale in un appartamento a Torino.

SDA-ATS