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Disordini in piazza a Tripoli.

KEYSTONE/EPA/STR

(sda-ats)

Migliaia di libici hanno manifestato ieri sera a Tripoli contro le milizie che controllano la capitale libica, in una rara dimostrazione di rifiuto del loro strapotere. La città si è trasformata in una sorta di campo di battaglia.

Pick-up con mitragliatrici pesanti hanno pero' disperso i manifestanti, secondo quanto riferisce l'emittente Libya's Channel. I contestatori scandivano slogan contro le milizie e invocavano un esercito e polizia unificati. Alcuni hanno inneggiato al generale Khalifa Haftar, l'uomo forte insediato in Cirenaica, nell'est del paese, e avversario del premier Fayez Al-Sarraj, appoggiato dall'Onu.

Sempre ieri sera uomini armati hanno assaltato la sede della tv Libya 218 e hanno arrestato i suoi dipendenti. Il Rappresentane speciale dell'Onu per la Libia, Martin Kobler, in un tweet si è detto "molto preoccupato per i ripetuti attacchi ai media a Tripoli": "Tre sequestrati, luogo sconosciuto. I giornalisti e la libertà di espressione devono essere protetti".

Mercoledì sera era toccato alla sede della tv libica Al-Nabaa: era stata attaccata da "uomini armati" e l'edificio era "stato dato alle fiamme", secondo un comunicato del Cjp, organizzazione americana di tutela dei giornalisti.

Una tv simpatizzante della fazione che fa capo a Tobruk (e quindi al generale Khalifa Haftar, ndr) ha definito Al-Nabaa un "organo d'informazione terrorista" e ha pubblicato sulla propria pagina Facebook nomi e stipendi dei suoi dipendenti, scrive il Cjp notando che nell'incursione erano stati saccheggiati "atti amministrativi" della televisione.

Al-Nabaa, nata nel 2013, era già stata assaltata a fine marzo dell'anno scorso dopo prese di posizione contro il premier Fayez Al-Sarraj.

SDA-ATS