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È salito a "una decina" il numero di morti degli scontri fra milizie in corso da ieri a Tripoli che però, secondo un analista e un sito libico, non rappresentano uno scontro diretto fra il premier Fayez Al Sarraj e l'ex primo ministro Khalifa Ghwell.

Un bilancio di "circa dieci miliziani uccisi da entrambe le parti" viene riferito dal sito Libya Observer senza citare fonti, ma aggiungendo che le due milizie si accusano per il "sequestro di combattenti".

Mattia Toaldo, analista senior all'European Council on Foreign Relations (Ecfr), in dichiarazioni all'agenzia di stampa italiana ANSA ha negato che - come invece fatto dalla Mena - possa già parlarsi di uno scontro chiaramente per procura tra Sarraj e Ghwell: "No, direi che è una battaglia per il controllo del territorio tra le milizie 'vicine' a Ghwell e la 'cupola' di milizie formalmente fedele a Serraj ma in realtà fedele a se stessa".

"Le dinamiche e i moventi sono più simili a quella della criminalità organizzata che a uno scontro politico e infatti avvengono ad Abu Salim, il più 'difficile' tra i quartieri di Tripoli", ha aggiunto l'analista.

Il "governo di salvezza nazionale" di Ghwell ha emesso una dichiarazione appellandosi alle due parti affinché cessino gli scontri e alle "proprie unità militari a tenersi pronte per un intervento per porre fine al caos se le due parti si rifiutassero di seguire gli appelli a un cessate il fuoco", scrive il Libya Observer.

Una fonte molto vicina a Ghwell ha ricordato all'ANSA che la milizia di Salah al Burki ha combattuto contro l'Isis a Sirte nell'ambito dell'operazione "Bunyan Marsous".

SDA-ATS