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Un cittadino lituano alle urne.

Keystone/AP/MINDAUGAS KULBIS

(sda-ats)

La Lituania oggi ha votato per rinnovare il parlamento. I sondaggi pre-elettorali danno in leggero vantaggio i socialdemocratici, adesso al governo con una coalizione che include il Partito laburista e il movimento Ordine e Giustizia.

Il margine però è tutt'altro che ampio, ed è quindi facilmente ribaltabile. Inoltre, nessun partito dovrebbe raggiungere il 20% delle preferenze e di conseguenza per decidere chi governerà il Paese avrà grande importanza l'ingegneria delle alleanze post-voto. L'unica cosa sicura, per ora, è l'affluenza alle urne, che quest'anno è stata del 49,9%, in calo quindi rispetto al 52,9% delle legislative del 2012.

Sempre stando ai sondaggi, i socialdemocratici del premier Algirdas Butkevicius dovrebbero ottenere il 15,6-16% delle preferenze. Seguono la nuova coalizione di centro-sinistra 'Unione Lituana dei Contadini e dei Verdi' (Lpgu) con il 12-14%, e il partito conservatore 'Unione Patria-Cristianodemocratici' del 34enne Gabrielius Landsbergis con il 9-13,7%. Landsbergis - che ha promesso di creare nuovi posti di lavoro per frenare l'emigrazione - si dice pronto a un'alleanza con i verdi dell'Lpgu, il cui leader è Ramunas Karbauskis, uno dei più grandi proprietari terrieri della repubblica baltica.

Ma alcuni analisti non escludono che possano essere invece i socialdemocratici ad allearsi coi verdi per restare al potere. Gli elettori lituani dovrebbero invece "bocciare" l'Unione Liberale, un movimento politico una volta di primo piano e che adesso rischia seriamente di non superare la soglia di sbarramento del 5% dopo che il suo ex leader Eligijus Masiulis è stato costretto a dimettersi da parlamento e partito perché accusato di corruzione. Ma per le forze politiche "sconfitte" al proporzionale non tutto è perduto. Infatti, se 70 dei 141 seggi in palio sono appunto assegnati col proporzionale, per i rimanenti 71 ci si affida ai collegi uninominali e quindi al sistema maggioritario. E un secondo turno di voto è in agenda il 23 ottobre per determinare i deputati eletti in quei collegi uninominali dove al primo turno nessun candidato è riuscito ad emergere sugli altri.

A chi sarà eletto per sedere in parlamento nei prossimi quattro anni, i lituani chiedono innanzitutto di migliorare la difficile situazione economica: anche se il Pil quest'anno dovrebbe crescere del 2,5%, i salari sono fermi ad una media mensile di poco superiore ai 600 euro. Pure, e forse soprattutto, per questa ragione, negli ultimi dieci anni la popolazione lituana si è ridotta da 3,3 a 2,9 milioni di abitanti e 370'000 persone hanno lasciato il Paese dopo l'ingresso nell'Unione europea nel 2004.

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SDA-ATS