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Si è concluso con un bilancio di 37 feriti un tentativo di evasione iniziati ieri sera nella prigione di Ouakacha, uno degli istituti penitenziari più discussi del Marocco, alla periferia di Casablanca. Il centro che ha una capienza di 5800 posti ospita 8000 detenuti.

Lo scontro a fuoco si è reso necessario, ma ad avere la peggio sono stati 28 poliziotti ora ricoverati all'ospedale Mohammed V. Sono invece nove i detenuti ricoverati per asfissia.

Quasi da manuale la dinamica della tentata evasione di massa: mentre un gruppo di detenuti ha dato fuoco alle coperte per sviare l'attenzione, un altro gruppo ha divelto le porte e ha tentato di impadronirsi delle armi e dato l'assalto ai cancelli con un blindato di quelli che servono per il trasporto dei detenuti.

La prigione ha subito gravi danni, perché il tentativo di ammutinamento iniziato verso le 19.30 è stato sventato solo dopo la mezzanotte.

Secondo il bollettino della polizia, sono state completamente distrutte dal fuoco almeno 5 celle, divelti i telefoni delle parti comuni dell'istituto, distrutte le telecamere di sorveglianza e lanciati nei corridoi i televisori che si trovavano in alcuni reparti.

Sono andati a fuoco anche tutti gli uffici del piano terra - con i fascicoli dei detenuti e anche i documenti per il reinserimento reclusi -, la biblioteca e le sale dove si svolgono i corsi di studio.

Il panico creato per l'incendio in una delle prigioni più sovraffollate del Marocco ha rallentato i soccorsi: c'è un'inchiesta in corso per capire cosa sia accaduto.

Non si sa che fine abbia fatto il gruppo di detenuti che ha organizzato il commando. Una gran parte dei reclusi è stata trasferita in altri istituti del Marocco. Per il codice penale marocchino, chi tenta di evadere rischia fino a cinque anni.

sda-ats

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