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La cancelleria Angela Merkel

KEYSTONE/EPA DPA/BERND VON JUTRCZENKA

(sda-ats)

Il panettone si mangia tutto, non si può prendere solo l'uvetta.

La cancelliera Angela Merkel non ha ripetuto la metafora, ma in sostanza ha ribadito il concetto che - nelle trattative sulla Brexit - l'accesso della Gran Bretagna al mercato interno dell'Ue deve essere legato alla libera circolazione dei cittadini europei in Gran Bretagna.

Intervenendo alla conferenza dell'associazione degli industriali tedeschi a Berlino, la cancelliera ha indirettamente risposto alla premier britannica Theresa May che ha lasciato più volte intendere la speranza di far mantenere a chi fa business, in qualche modo, un piede nel mercato unico europeo. Tra gli applausi degli imprenditori, che pure hanno forti interessi oltremanica, Merkel ha sottolineato che "se noi non diremo che il pieno accesso al mercato interno Ue è legato alla piena accettazione delle quattro libertà fondamentali europee, si aprirà in Europa un processo per cui ogni Paese farà poi come vuole".

Insomma niente prospettiva dell'Europa à la carte, o basata sul principio del 'Rosinenpickerei', la scelta dell'uvetta citata da Merkel nel suo discorso al Bundestag del 28 giugno scorso, che peraltro già si sta profilando con i 'no' dei paesi dell'Est (quelli del del Gruppo di Visegrad con Ungheria in testa) alla ripartizione dei migranti.

C'è però anche un problema di reciprocità e il rischio di discriminazione non solo per i britannici dell'Ue ma anche viceversa. L'ex premier belga Guy Verhofstadt, capogruppo dei liberali e negoziatore del Parlamento europeo per la Brexit, ha assicurato che l'Unione europea difenderà i diritti fondamentali dei suoi cittadini nel Regno Unito. Verhofstadt ha commentato così la proposta della ministro dell'Interno britannico di chiedere alle aziende di pubblicare le liste dei lavoratori stranieri.

"La Gran Bretagna - ha affermato - è sempre stata un faro di tolleranza e diversità. E' triste vedere che la ministra dell'interno Amber Rudd infiammi le tensioni denigrando gli 'stranieri' che lavorano negli ospedali, nelle scuole o nei cantieri di Gran Bretagna. Si tratta di gente che contribuisce al benessere del Regno Unito. Dopo le recenti notizie sulla montante violenza xenofobica, il mondo esterno guarda alle ultime dichiarazioni con preoccupazione ed incredulità: voglio che sia chiaro che l'Ue difenderà i diritti fondamentali dei suoi cittadini, dovunque essi siano".

Le trattative sulla Brexit inizieranno a marzo, quando la Gran Bretagna presenterà formalmente la sua richiesta di uscita, ha ricordato Merkel, affermando che "l'Ue è in una situazione difficile ma è anche parte delle soluzioni possibili".

Comunque la Gran Bretagna deve chiarire le proprie ambizioni per il futuro e "solo questo può mettere fine all'incertezza del referendum" sulla Brexit, ha affermato Valdis Dombrovskis, il vicepresidente della Commissione Ue responsabile per l'euro.

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SDA-ATS