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Angela Merkel chiude la campagna elettorale

KEYSTONE/EPA dpa/BERND WUESTNECK

(sda-ats)

Ha puntato su sicurezza e sul fatto che i migranti non stanno rubando il welfare ai tedeschi la cancelliera Angela Merkel nel tentativo di limitare l'entità della sconfitta elettorale che si profila per il suo partito cristiano-democratico (Cdu) nel Meclemburgo.

Nonostante gli ultimi appelli, resta possibile domani un sorpasso da destra ad opera dei populisti dell'Afd di Frauke Petry che cavalcano le inquietudini create dal flusso di migranti.

Il Meclemburgo-Pomerania e' solo il terzo meno popolato dei 16 Länder tedeschi ma è mediaticamente rilevante perché vi si trova il collegio elettorale (e quindi la "patria" politica) della cancelliera nata ad Amburgo e cresciuta nel confinante Brandeburgo.

Come sintetizza l'agenzia Dpa, i sondaggi confermano la vittoria dei socialdemocratici (Spd) del presidente regionale Erwin Sellering col 28%, in flessione rispetto al 35,6% del 2011. La Cdu di Lorenz Caffier sarebbe sul 20-22%, di un punto sotto il risultato di cinque anni fa, il peggiore da quando si vota sul Baltico dopo la caduta del Muro.

Clamore sta facendo la forchetta 22-23% attribuita all'Alternativa per la Germania (Afd) che potrebbe sorpassare la Cdu facendo leva sulle insicurezze create dalla politica di apertura ai migranti e simboleggiate dalle molestie sessuali di piazza a Capodanno e più di recente da tre attentati terroristici dello scorso luglio.

I risultati previsti per sinistra (Linke, 13-15%) e Verdi (6%) mettono a rischio la replica locale della Grande coalizione Cdu-Spd al governo da dieci anni in Meclemburgo prospettando una virata a sinistra ("rosso-rosso-verde") dato che nessuno vuole allearsi con l'Adf, che non disdegna i voti dei neonazisti in uscita dall'Npd.

Pero' l' "Alternative fuer Deutschland" catalizza l'attenzione in questa prima di cinque tornate elettorali regionali che si terranno in vista delle elezioni politiche del settembre 2017 alle quale non si sa ancora se Merkel voglia ricandidarsi per un quarta volta.

L'accento batte sull'apertura delle frontiere e sul milione e passa di migranti accolti nel 2015: Merkel, in un'intervista alla Bild, rassicura che "un anno come quello passato non si puo' ripetere" e i media ripetono un sua frase ("rimpatri, rimpatri e ancora rimpatri") che avrebbe pronunciato a porte chiuse davanti ai suoi deputati per rassicurarli sulla straordinarietà di un'accoglienza che comunque, la cancelliera lo ha ripetuto a Bild, porterà benefici a un paese demograficamente invecchiato. Ma in cui, ha sottolineato, "non abbiamo tagliato a nessuno le prestazioni" sociali "e, al contrario, negli ultimi anni ci sono stati alcuni miglioramenti".

Un autorevole politologo, Hajo Funke della Libera Università di Berlino, comunque esclude che la sicura sconfitta della Cdu possa provocare un cambio di linea della cancelliera sulla questione dei profughi, esplosa in Germania con l'apertura straordinaria delle frontiere tedesche decisa per ragioni umanitarie esattamente un anno fa.

sda-ats

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