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La futura amministrazione Usa ai raggi X: il ministero degli esteri del Messico ha avviato un incontro con ambasciatori e consoli del Paese per esaminare il profilo dei ministri del presidente americano eletto Donald Trump.

A presiedere i colloqui è stato l'ambasciatore messicano a Washington, Carlos Sada, per il quale l'amministrazione può essere suddivisa in "quattro quadranti: ortodosso-tradizionale, ortodosso-dirompente, eterodosso-tradizionale, eterodosso-dirompente".

Nel primo caso, l'analisi fa riferimento a chi ha sostenuto "le posizioni più radicali sulle tematiche riguardanti il Messico", tra i quali Michael Flynn, consulente per la sicurezza nazionale, e il capo gabinetto, Steve Bannon, il quale - precisa Sada - "si identifica con il nazionalismo dell'estrema destra e promuove le posizioni più dure sui migranti illegali".

Il futuro procuratore generale Jeff Sessions e il segretario all'energia Rick Perry, così come il titolare della sanità Tom Price, fanno invece parte degli "ortodossi-dirompenti". Sessions, si fa notare, è contrario "ad ogni tipo di legalizzazione dei migranti illegali".

Mike Pence, che sarà il vicepresidente, è definito "ortodosso-tradizionale", visto che ha promosso la costruzione di un muro alla frontiera con il Messico. Nella futura amministrazione c'è però chi ha avuto posizioni "favorevoli al Messico", per esempio il responsabile al commercio Wilbur Ross, così come il futuro segretario alla sicurezza nazionale, John Kelly. Rez Tillerson, che sarà a capo dell'energia può essere considerato un non anti-Messico: punta a fare investimenti nelle acque profonde del Golfo del Messico.

Non tutto è quindi così preoccupante visto che alla fine, affermano i diplomatici messicani, spesso l'amministrazione Trump darà spazio nei rapporti bilaterali ad "un approccio fondato sul business".

SDA-ATS