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Per spezzare la catena umana pro-migranti le forze dell'ordine hanno usato gas lacrimogeni e manganelli.

/AP/CLAUDE PARIS

(sda-ats)

Tensione a Parigi durante lo sgombero di un folto gruppo di migranti dall'ex liceo Jean-Jaurès, nel nord della capitale.

A cercare di opporsi alle operazioni di espulsione avviate questa mattina dalla polizia sono stati circa duecento manifestanti giunti in sostegno di esiliati e richiedenti asilo. Per spezzare la catena umana pro-migranti le forze dell'ordine hanno usato gas lacrimogeni e manganelli.

Ora la situazione è tornata alla calma. All'interno dell'edificio c'erano quasi 300 persone. Secondo France Tv Info, alcuni hanno rifiutato in un primo tempo di farsi selezionare a seconda del Paese di provenienza. Un primo minibus è giunto intorno alle 7:30, se ne sono aggiunti almeno altri quattro, per portare via i migranti evacuati, tra cui donne e bambini.

I manifestanti, alcuni con il volto coperto, hanno cercato in tutti i modi di ritardarne la partenza. Ieri sera tardi, i militanti di Nuit Debout - la versione francese degli Indignados spagnoli che da qualche settimana si sono sistemati a Place de la République - aveva chiesto di accorrere in sostegno dei migranti all'ex liceo.

Qui, dalla notte del 21 aprile, 150 tra afghani, yemeniti, sudanesi, eritrei e somali occupano questa scuola chiusa a causa di lavori di ristrutturazione. La giustizia ne aveva ordinato lo sgombero venerdì scorso. Secondo alcune fonti, nell'edificio dormivano circa 400 persone. Molte di loro provenivano da un'altra tendopoli parigina, sotto al ponte del metro Stalingrad, nel nord-est di Parigi, che è stato sgomberato lunedì mattina. Un'operazione in cui sono state portate via 1'600 persone, un record per Parigi.

sda-ats

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