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Soccorso a migranti nel Mediterraneo.

Keystone/EPA ANSA/ITALIAN NAVY/MARINA MILITARE / HANDOUT

(sda-ats)

Nuova strage di migranti al largo della Libia: 39 morti, tra loro 21 donne e un minore. Li hanno scoperti ieri sera i soccorritori della nave Aquarius di SOS Mediterranée e oggi quelli di una nave militare irlandese.

Ieri sera i soccorritori della nave Aquarius, con a bordo l'equipe di Medici Senza Frontiere (MSF), hanno scorto cadaveri ammonticchiati su un gommone, mentre altri migranti tendevano le mani per la disperazione chiedendo aiuto dopo aver trascorso non si sa ancora quante ore accanto ai cadaveri.

Ventuno donne e un uomo morti è stato il bilancio dopo che i sopravvissuti sono stati aiutati a salire sulla nave che una volta era impegnata come guardapesca dell'Atlantico del Nord. Ventuno donne di cui alcune forse erano accompagnate dai loro mariti o figli. A bordo dei due gommoni raggiunti da Aquarius vi erano 177 uomini e 32 donne (2 incinte) e 50 bambini.

"Quando la nostra équipe si è avvicinata al primo gommone, ha visto dei cadaveri che giacevano sul fondo dell'imbarcazione in una pozza di carburante - ha detto Jens Pagotto, capo missione di MSF per le operazioni di ricerca e soccorso - I sopravvissuti hanno passato diverse ore a bordo con i cadaveri. Molti sono troppo traumatizzati per riuscire a raccontare quanto accaduto. Non è ancora chiaro come queste donne siano decedute".

Nel pomeriggio di oggi una scena quasi simile: la nave militare irlandese James Joyce ha raggiunto un barcone in legno carico di migranti e l'equipaggio ha tratto in salvo 452 persone. Successivamente, su indicazione degli stessi migranti, è stata ispezionata la stiva, nella quale sono stati trovati i 17 cadaveri: tutti uomini, tra loro un ragazzo minorenne. Causa del decesso - secondo prime informazione - potrebbe essere stata un'asfissia provocata dai gas di scarico del motore del barcone.

Sono stati complessivamente 1128 i migranti tratti in salvo nelle ultime 24 ore nellle zone nei pressi del Canale di Sicilia nel corso di 8 distinte operazioni di soccorso. I migranti si trovavano a bordo di fatiscenti barconi, gommoni e due piccole imbarcazioni.

Sono intervenute nelle operazioni, tra 20 e 40 miglia a nord della Libia, Nave Grecale della Marina Militare, inserita nell'operazione "Mare Sicuro", la nave Enterprise di Eunavformed, la nave militare irlandese James Joyce e la nave Sea Watch 2 dell'omonima Organizzazione non governativa.

A Pozzallo (Ragusa) è arrivata la Bourbon Argos di MSF, con a bordo 628 persone (tra cui 101 donne e 13 bambini) recuperate al largo della Libia davanti a Sabratah. Tra le persone soccorse anche un uomo di 73 anni e un bambino di soli 7 mesi in viaggio con la famiglia. È invece approdata a Catania la nave della Marina spagnola Reina Sofia, di Eunavformed con a bordo 841 profughi e un cadavere.

Le notizie sulle ultime tragedie del Mediterraneo non placano le polemiche sull'accoglienza delle migliaia di persone che arrivano nei porti siciliani, "con cifre record che superano ogni altro approdo in Sicilia; anche con arrivi di 1139 persone in un solo giorno", secondo la sindaco di Augusta, Cettina Di Pietro.

sda-ats

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