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Stigmati delle violenze della scorsa notte a Milwaukee.

KEYSTONE/AP Milwaukee Journal-Sentinel/MARK HOFFMAN

(sda-ats)

Un quartiere della città di Milwaukee, nel nord degli Stati Uniti, è stato teatro di una seconda notte di violenze fra ieri e oggi, dopo la morte avvenuta sabato di un uomo di colore armato, ucciso dalla polizia.

Scontri si sono verificati fra una ventina di poliziotti e un centinaio di manifestanti. Diverse persone sono rimaste ferite.

Manifestanti hanno danneggiato auto della polizia e dato fuoco a diversi negozi della città. Le forze dell'ordine, in tenuta antisommossa, si sono allora riversate nel quartiere Sherman alle 23:00 locali (le 6:00 in Svizzera) per disperdere la folla inferocita.

Il governatore del Wisconsin, Scott Walker, aveva inizialmente annunciato la mobilitazione della Guardia nazionale, "per dare man forte alle forze dell'ordine locali". Circa 125 membri sono stati dislocati sul posto in attesa, ma un loro intervento non si è reso necessario.

Tutto è iniziato quando due poliziotti hanno fermato, sabato pomeriggio, due sospetti in auto che sono in seguito fuggiti a piedi. "Durante l'inseguimento, uno dei poliziotti ha sparato a un sospetto armato di pistola semiautomatica" che è morto sul posto, secondo la ricostruzione della polizia cittadina. Il 23enne aveva una fedina penale sporca e l'arma era stata rubata durante una rapina.

La situazione è degenerata in serata quando la polizia ha cercato di disperdere almeno 200 manifestanti, alcuni dei quali gettavano pietre e mattoni contro le forze dell'ordine. Un'adolescente di 16 anni è rimasta ferita, così come quattro agenti.

sda-ats

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